Archivio per febbraio, 2006
Sabbie mobili
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foto: chatters.it
Non c’entra con San Valentino..ad essere sincero, forse per reminiscenza seminaristiche, quel giorno festeggio i santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa. Mi piaceva solo mettere quest’immagine, che ben descrive il mio imbarazzo davanti a…ecco, il problema è definire davanti a cosa, perché già so che sto iniziando a costruire castelli in aria, a immaginarmi cose che non accadranno mai…ad essere ammaliato da un sorriso e da due occhi. Non propriamente semplici occhi, è qualcosa di più complesso, è una voglia di perdersi e non tornare, di vivere la dolce e folle danza di un naufragio, è impantanarsi nelle sabbie mobili della dolcezza, è….forse il caso di smetterla di vivermi addosso e di sparare simili c****te. Continua..
Bicchiere mezzo vuoto o forse mezzo pieno
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Sinceramente non ricordo nemmeno perché (o meglio per chi) l’avessi scritta…anzi, in quel tempo ero anche piuttosto fuori dall’argomento…eppure ho sempre sognato di avere la persona giusta accanto a cui sussurrarla…magari arriverà. Fatto è che è una delle poche “cose” d’amore che abbia mai scritto..e non era nemmeno dopo aver bevuto troppo: Continua..
a distanza di un anno…
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foto: sonic.net
Sono stato tutta la notte in ospedale, accanto a mio padre…sì, perché quella creatura, che sembrava così piccola e indifesa, è mio padre…quella creatura a cui controllavo che non si attorcigliasse il tubicino di drenaggio del sangue dal cervello, è mio padre…quella creatura che ha tremato per il freddo e per la febbre, è mio padre…mi sono accorto di quante occasioni ho perso, di quante cose che avrei voluto dirgli, che avrei voluto fare con lui…e ora è tardi…dorme, consumato a poco a poco (ma nemmeno troppo lentamente) da quello che ha in testa e che non si può toccare…sarà questione di tempo…intanto ho negli occhi quella creatura…mio padre. Continua..
Forte, menta forte
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foto: verdecane.com
Abbiamo tutti una mania, un piccolo gesto scaramantico, stupido, davvero idiota, e magari non serve a niente, anzi, in alcuni casi porta solo sfiga… eppure non ci rinunciamo, non ci rinunceremmo mai… anche perché, in fondo, rinunciarci sarebbe come ammettere una nostra mancanza, un qualcosa che incrina l’apparenza di perfezione che penosamente ci costruiamo ogni giorno. Ci sono quelli che hanno una passione particolare, un vizio, e si lasciano consumare, piano piano, ma inesorabilmente, da questa piccola debolezza. Io ne ho vista di gente, anche amici miei, persone a cui ero più o meno legato, diventare matta cercando di fare più soldi che riuscivano e poi ridursi a vivere da barboni, perdere la salute e la faccia correndo dietro a gonne troppo corte o a gambe troppo lunghe, fumarsi il cervello insieme a non so cosa altro per provare a volare via da questa merda (anche se qualcuno guarda le stelle…). Poi c’era lui. Continua..
L’era del pinguino
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E così ci ho provato anche io…per motivi etici, sociali, economici… e perché sono un po’ fissato..alla fine ho provato a passare al Pinguino…affascinato dalla possibilità di salutare zio Bill…solo che all’inizio sembrava non funzionare nulla…così sto transitando attraverso un temporaneo (sperando non sia sine fine dicentes) dual-boot…da un lato il vecchio (non troppo caro) Win…dall’altra un bel Linux per giocarci un po’…e non sono ancora impazzito.
Vero è che da diverso tempo mi sto lanciando sull’opensource (da Firefox alla Wikipedia)…forse per Linux non sono ancora maturo..ci lavorerò sopra.
EDIT Luglio 2007:a causa di alcuni problemi informatici, da tempo sto usando un vecchio Pc su cui gira Linux…anzi, su cui ho installato Linux…e va tutto a meraviglia
Dedicato a un amico
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foto:trincoll.edu
01.11.06
E lui lo sa…sa che l’avevo scritto per lui
Liberorandagio&stop
perché lo devo a un cane
bagnato
Piove.
Ormai non succede altro da giorni.
Piove.
Piove, e io mi aggiro come un cane, randagio, in questa città che non è la mia, che non può essere la mia; troppo diversa, troppo reale. Non può essere la mia.
Piove, e ho i capelli bagnati, e l’acqua che mi scende lungo la schiena, mentre cammino tra queste automobili, tutte uguali, carcasse di metallo in cui ci si rifugia per fuggire via veloci dal mondo. E dalla pioggia. Da soli. Autistici autisti.
Piove e non si vede il cielo, che dicono sia ancora blu sopra le nuvole, ma io non ci credo più. Continua..
filantropia?
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foto: tsa.com
In effetti do ragione a chi si lamenta perché posto ancora qualcosa di teologico…si tratta di una cosa che riguarda il mio recente soggiorno romano (il perché io sia stato a Roma e perché abbia seguito questo tipo di lezioni…beh,, lo sa chi mi conosce): un docente diceva che il fare del bene agli altri, l’aiutare i più poveri rischia di diventare, anche da parte della Chiesa, una semplice “filantropia massonica”, ben diversa da quelli che dovrebbero essere i tratti caratterizzanti di un cristiano. Ora, nonostante tutto sono un credente-praticante, lavoro per e con sacerdoti, ho un minimo di base teologica, mi sono anche letto un po’ di bibbia, accidenti…e rimango critico di fronte a molte posizioni della Chiesa e dei suoi esponenti (“critico da dentro”, mi faceva notare un amico ateo)… Continua..
Un racconto d’accoglienza
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foto:ne.jp
Dedico qualche riga a una storia minore, di uno quei personaggi secondari di cui spesso non ci accorgiamo…uno di quelli di un libro che ha avuto un bel po’ di successo
Mi chiamo Eliazar di Damasco. Per anni sono stato un fedele servitore di Abram, o, come lo chiamate adesso, di Abramo. Ero più che un servitore: ero un amico. Abramo era una persona saggia, ricca, felice. Aveva tutto quello che si poteva desiderare: una compagna fedele, ricchezze incalcolabili, la stima di tutta la gente di Ur. Sentiva però una mancanza. Quella di un figlio. Era ricco, aveva tutto, ma ormai era vecchio, e senza figli. Più di una volta, nelle interminabili notti che accompagnano il solstizio invernale, in cui le stelle ti sembrano più vicine, mi aveva parlato di questo suo malessere, di quanto avrebbe voluto avere tra le braccia un piccolo. Ma il destino glielo aveva negato. E ora lui e sua moglie Sara erano troppo vecchi. E dicendo questo piangeva, il vecchio Abramo, rendendosi conto che della sua vita e della sua ricchezza non sarebbe rimasto nulla se non un ricordo, sempre più sbiadito. Continua..
…per l’anno nuovo
Pubblicato da Pf
31.12.05
Prima di rubare a Gianni Rodari (che, per inciso, è stato in seminario, poi ha fatto il maestro e il giornalista…ed era pure comunista) metà delle aspettative per l’anno nuovo, provo a stenderne l’altra metà, sforzandomi di essere meno banale del solito,,,
ci sono sogni impossibili, ci sono quelli possibili e quelli probabili..mescolando le tre categorie, allora, per il 2006 sogno:
che di possa dimenticare il significato della parola “guerra”
che i bambnini non debbano più piangere per la fame o la povertà
che non si stia a cacciare chi è diverso, ma lo si accolga, cercando di vedere la ricchezza di cui è portatore
…nonostante i buoni propositi, questi restano sogni impossibili…sogno allora che siano in tanti a sognare con me, per provare a cambiare, se non il mondo, almeno noi stessi Continua..
Iniziamo…alla fine
Pubblicato da Pf

immagine: animationusa.com
31.12.05
Sì, perché alla fine mi sono lasciato andare anche io alla tentazione di aprire un blog…forse è narcisismo, forse voglia di farmi notare (che poi è proprio di tutti quelli che scrivono, soprattutto se lo condividono con gli altri)…di sicuro è anche la possibilità di darsi, di darmi una voce, una libertà, più o meno illusoria, di poter esprimere pareri, sensazioni, emozioni…inizio qui, in quest’anno che finisce…inizio come Snoopy, da uno degli incipit più noti della letteratura mondiale (“it was a dark and stormy night“)…inizio, sapendo che il difficile è continuare.
