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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per agosto, 2006

Ricordi dalla Germania (pubblicato il 13-6)


foto: Pf

Reduce da una settimana in Germania, a conclusione di un progetto europeo di scambio tra insegnanti, ritorno alla mia bresciana routine, pronto per gli ultimi impegni dell’anno scolastico. Riprendo a partire tardi la mattina, a trovare traffico lungo le strade, ad innervosirmi quando l’auto davanti a me non si decide a partire al semaforo. Come se in Germania non fossi stato in un paese abitato da fate e da poche altre creature ugualmente concrete, per dirla con Daniele Silvestri; un paesino di tremila anime, con case di mattoni rossi e vie deserte, dove i bambini giocano a pallone in strada…e la segnaletica glielo consente: ho visto (e fotografato, per gli scettici) dei cartelli che indicano in quali strade si può giocare e in quali no. Continua..

Guardare sempre a sinistra (pubblicato l’11-7)


foto: Pf

Quarta…. terza… seconda… .allora, da sinistra non arriva nessuno… .ok, posso partire. Aspetta, quella macchina così veloce non l’avevo vista…. mi fermo… prima.. .parto… seconda… terza…quarta…ops, un’altra rotonda…terza… seconda… e via dicendo. Credo sia capitato a molti di vivere una situazione simile, soprattuto ora che le amministrazioni comunali stanno eliminando i semafori per sostituirli con le rotatorie, quelle che chiamiamo “rotonde”. Fin qui niente di male, visto che poche cose sono snervanti come l’andatura a singhiozzo che i semafori impongono. Ma troppo spesso le rotonde, nate per snellire il traffico, diventano un modo per appesantirlo ulteriormente. Tutto un campionario di monumenti per riempire il vuoto in mezzo alla rotatoria (che faccia così paura?), arrivando a metterci monumenti, selve dantesche e, perfino, un trattore. Continua..

festa di nozze (pubblicato il 6-6)


foto:theweddingproject.net

Sabato scorso sono andato ad un matrimonio. Fin qui niente di strano, ogni tanto capita a tutti. Prima siamo passati da casa dello sposo, poi in chiesa e, infine, al ristorante. O meglio, al banchetto allestito nel cortile di un grosso cascinale, ma tanto fa. Come al solito invitati elegantissimi, chiesa con moltissimi fiori (forse troppi), cibo a volontà per un banchetto lunghissimo (il festival dei superlativi…). In più c’erano anche un’orchestrina di liscio ad accompagnare la serata e, a mezzanotte, i fuochi d’artificio. Nel complesso, un matrimonio come gli altri, forse un po’ più curato in alcuni aspetti. Già, perché ormai esiste una vera e propria ritualità della celebrazione. Continua..

sulla carità pelosa (pubblicato il 31-5)

Sarà il periodo di dichiarazioni di redditi e simili, in cui ogni associazione, ogni ente, ogni movimento cerca di conviverci di essere la scelta migliore per il nostro cinque per mille (l’otto per mille fa parte di unì altra partita, che per ora si svolge a un livello differente), sarà perché dopo anni di boicottaggio, come scelta consapevole, all’improvviso il bar dell’oratorio del mio paese ha deciso di dotarsi di gelati prodotti da una nota multinazionale dalla condotta alquanto dubbia, perché sono quelli che lasciano al bar stesso il maggior margine di profitto possibile, sarà solo per questo caldo, che mi rende ancora più stanco del solito, ma mi nasce una piccola riflessione sulla carità in genere.

Continua..

il nulla nulleggia

…è successo di tutto, o forse anche il contrario di tutto…fatto sta che per mesi e mesi non ho pubblicato nulla (qui, almeno, visto che la rubrica “aria di festa” è diventata presenza fissa sulla stampa locale). Allora che faccio? vado “alla ricerca del tempo perduto”, o almeno cerco di recuperarlo postando alcuni (non tutti, facciamo quelli meno noiosi) dei pezzi pubblicati.