Archivio per novembre, 2006
Le domande che aiutano il dialogo tra fedi (29-11)
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Ancora una riflessione più o meno seria…ma mi piacerebbe avere ancora qualche rimando sulle tre parole
In questi giorni il Papa sta compiendo la tanto discussa visita in Turchia, in nome di un dialogo tra religioni che, seppur necessario, è estremamente complesso. Complesso per la natura stessa delle realtà in dialogo: Cristianesimo e Islam. Un conto infatti sono le collaborazioni a livello umano e sociale, ma a livello di cultura non dobbiamo dimenticare che Islam e Cristianesimo sono molto di più di semplici religioni: sono ( o almeno anche il Cristianesimo dovrebbe essere) modi di vivere, che interpellano tutte le nostre azioni e che conducono a visioni differenti dell’uomo e del suo rapporto con la divinità. Diversità profonde che non dobbiamo dimenticare. Continua..
Dammi tre parole
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…meglio se non sono sole, cuore, amore…
Stimolato da una breve pubblicazione di Luigi Prestinenza Puglisi, che potete trovare qui, e che invita a trovare tre parole per il millennio da poco iniziato. Tre parole per il futuro. Al di là delle riflessioni (interessantissime) che accompagnano la scelta dei tre termini, che sono No logo, multiculturalismo ed ecologia, in molti hanno poi lanciato il gioco delle “tre parole da salvare”, tre parole che, perché piacciono o sono importanti, andrebbero conservate, per il futuro. Tre parole che possono dire qualcosa. e scrittori e intellettuali hanno iniziato a sciorinare le proprie. vorrei chiedere anche ai 5 frequentatori di questo Blog quali possono essere le parole per il futuro, le tre parole che ognuno di noi vorrebbe “salvare”.
Le mie? mmm… cammino, danzante, grazie.
Educare non basta, la sfida è comunicare (15-11)
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Ogni tanto qualcosa di serio e professionale…
Strano weekend quello che hanno vissuto circa 120 insegnanti di religione di tutta la diocesi. Strano perché lo hanno dedicato ad un corso di formazione in quel di Bienno, nella splendida cornice dell’eremo. 120 insegnanti a riflettere sul tema “la Chiesa Cattolica tra scoop e gossip, guidati dal dott. Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa SIR, Servizio Informazione Religiosa, nel ripercorrere,a circa due mesi di distanza, le reazioni da parte dei mass media e dell’opinione pubblica alle dichiarazioni di Benedetto XVI all’università di Ratisbona. Non tanto per riflettere su un evento ormai passato, anche se presto potrebbe tornare d’attualità, quanto per capire in che misura un insegnante debba essere, al tempo stesso, educatore e comunicatore. Continua..
Ancora sulla Rassegna
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Io e la Merini a Milano nell’ottobre 2004, per una conferenza stampa…che donna
Tanti altri potrebbero essere i flash sulla Rassegna…riporto solo quello relativi a Licenza Poetica…68 partecipanti, 163 lavori e un vincitore che mi ha ricordato Alex di Arancia Meccanica, versione Kubrick…spero si limiti a scrivere e non arrivi a tanto. e poi ci sarebbe da parlare di Simona Cremonini e del suo corso di scrittura, dei Musulmani italiani e del loro essere meravigliosamente debordanti, della mattinata con vino e musica, dei ragazzi delle scuole (no, qualcosa ho già detto di loro)…e di tutta la stanchezza che alla fine mi è rimasta. Stanco, ma felice.
Una Rassegna di persone di fronte ai libri (8-11)
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io e Jack Hirschman..ok, la foto è della Rassegna 2005..aspetto quella di quest’anno con Lutring…veniamo al pezzo
C’è un qualcosa di misterioso nei libri. O, meglio, nel rapporto che si ha con loro. Senza arrivare al livello del libro che uccide evocato ne “il nome della rosa”, per molti i libri diventano più che una passione. Conosco gente che ha fatto dell’idea del possesso di volumi un qualche cosa di maniacale, e forse in questo ci sono anche io, pensando a quando mia madre si lamentava dicendomi che “avevo troppi libri”. Che poi chi del libro ha paura, chi lo rifugge, come alcuni ragazzi che leggono solo il titolo, giusto per sapere che relazione scaricare da internet per spacciarla all’insegnante come opera propria. E c’è chi “vorrebbe ma non può”, perché non ha tempo, perché il lavoro, la casa, la famiglia…. Continua..
Non possiamo non dirci africani (pubblicato l’1-11)
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Ogni tanto una cosa seria…una riflessione nata dopo il Premio Cuore Amico

foto: Cuoreamico.org
Non possiamo non dirci africani. Per il nostro DNA, per l’origine che ha avuto la nostra umanità. Eppure, sempre più spesso, poniamo un abisso profondo, molto più profondo di quanto non sia il Mediterraneo, tra noi e l’Africa, tra la nostra realtà e i suoi problemi. Così giornali e telegiornali tacciono di fronte a guerre e massacri, a ingiustizie e carestie. Tace l’opinione pubblica. In fondo va bene così: con un’Africa in crisi possiamo appropriarci a prezzi da discount delle incredibili ricchezze del suo sottosuolo. Diamanti, oro, argento, rame, uranio, perfino il coltan, una polverina leggermente radioattiva che è importantissima per il funzionamento delle nostre apparecchiature elettroniche. Tutto sottratto all’Africa. Continua..