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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per gennaio, 2007

L’Abbè Pierre, l’insetto che infastidiva il leone (24/1)


foto: sovo.com

Resta ancora aperta la discussione sul caffè letterario, ma riporto anche l’Aria di Festa di oggi, forse più simile a una frase mandatami per mail da un’amica

Quando i bianchi vennero in Africa, noi avevamo la terra e loro la Bibbia.
Loro ci insegnarono a pregare con gli occhi chiusi:
quando li aprimmo i bianchi avevano la terra e noi la Bibbia.

Jomo Keniatta

Ecco il pezzo:

«La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace». Questa è una delle frasi più celebri dell’Abbè Pierre, scomparso pochi giorni fa. Frase che non è stata solo uno slogan buttato lì per avere una risonanza mediatica, come invece hanno avuto le sie dichiarazioni sul celibato dei sacerdoti. L’Abbè Pierre ha sempre cercato, con la propria vita, di opporsi alla povertà, alla miseria, al dominio dei potenti sui più deboli. Continua..

Facciamo che…non se ne fa più niente

Dall’articolo di Massimiliano Magli sul Bresciaoggi del 12 gennaio 2007

La cultura si divide con il caffè letterario

CHIARI.
Il suggestivo progetto intende offrire agli utenti del servizio pubblico un luogo più confortevole. Il bar con annessa libreria verrà collegato alla biblioteca. Il sindaco
spiega l’idea. Sarà il primo vero caffè-letterario della nostra provincia: non un bar
con una pretestuosa libreria, né una biblioteca con un’improbabile macchinetta del caffè a gettoni. Sarà invece un luogo dove proseguire il proprio studio potendo contare su un caffè vero e proprio, di quelli che un tempo, nelle grandi città illuministe, erano diventati letterari per la presenza spontanea e quotidiana di letterati, critici e di tanti
libri e revue. A CHIARI tale quotidianità sarà garantita dalla presenza della
biblioteca comunale «Fausto Sabeo», che, a lavori conclusi, potrà contare su un foyer letterario con un bar ricavato nella vecchia sede del Sistema bibliotecario, che si affaccia sul suggestivo peristilio del complesso Donegani-Marchetti. L’idea è venuta al sindaco Sandro Mazzatorta, illuminato dalla lettura di Umberto Eco che in un’intervista di alcuni anni fa manifestava profonda delusione nel raffronto tra le biblioteche italiane – poco accoglienti e alla mano – e quelle europee. [...]Il nuovo bar potrà disporre di una libreria (assente finora a CHIARI) così da soddisfare anche le necessità di acquisto degli utenti che qui potranno anche ordinare volumi di loro interesse momentaneamente assenti, senza la necessità di spostarsi nelle librerie di altri Comuni.[...]Massimiliano Magli Continua..

La messa, l’albero e il Natale kitsch di Chiari (27-12)

foto: bengra
Il manifesto citato è quello della foto, scritta “Chiari da dimenticare” a parte, aggiunta da chi ha fatto la foto…questo breve intervento ha sollevato un gran polverone…la redazione della radio Claronda ha preso spunto dalle mie righe per un comunicato che attaccava l’amministrazione. Comunicato ripreso anche dal Bresciaoggi oggetto di discussione in tutta la città. Ecco il testo:

Per molti il Natale ha avuto inizio solo con l’immancabile messa di mezzanotte. Qualcuno è arrivato in chiesa dopo essere passato dallo stand degli alpini, per un salutare bicchiere di vin brulè. Alla fine tutti dentro la chiesa. Gente che riempie i banchi, gente in piedi nelle navate, gente stipata presso gli altari laterali. Molti a messa ci vanno giusto a Natale, un po’ perché inteneriti dal Bambinello che nasce, un po’ perché Natale è sempre Natale. Continua..