Ago 01 2007

comunicazione e struttura

foto: dhm.de

Lascio volentieri a Manuel i fasti di Corleone Padania…ho dato in passato e darò anche in futuro, sulla questione rotonde, su quelle del Campo Nomadi e delle scuole (citate en-passant), sul caffè letterario (due volte), sulle politiche giovanili (così avevano venduto il pullman per la Bustarella..e su ILBrescia c’ero andato anche più duro)…per non dire del commento sul Natale che ha sollevato tutto un polverone con la Radio Parrocchiale che “bocciava” l’amministrazione e Bresciaoggi che riprendeva la notizia.

Ho anche la fortuna di condividere con lui e con altri il cammino del locale comitato del Partito Democratico, pur non senza qualche perplessità (a livello locale e nazionale). Proprio su questo cammino mi sorge qualche considerazione (più o meno amara): le idee ci sono, alcune anche buone effettivamente, ma il problema è come “diffonderle”. Ci si mette molto meno a dire, che so sugli extracomunitari “fuori dalle balle” piuttosto che cominciare a spiegare che si deve promuovere la legalità, tutelarli nell’ambito lavorativo, risolvere la questione del lavoro nero…mettiamola così: quando Berlusconi aveva presentato i 5 punti del contratto con gli Italiani, dall’altra parte c’erano 101 punti del programma dell’Ulivo…credo che sia andata come è andata anche per questo. Mi si dice che dobbiamo continuare a usare i linguaggi della politica. Sinceramente ho dei dubbi…forse è il caso di usare linguaggi che la gente possa capire. Niente slogan da stadio, ma un paio di argomentazioni SEMPLICI (che poi è il contrario di quello che sto facendo io adesso…) si possono utilizzare. Ma non i trattati in politichese. Facendo un esempio banale, se si parla di “cuneo fiscale” sono in pochi quelli che riescono a capirci qualcosa. Parlare di meno tasse (spiegando per chi) sarebbe forse un po’ più semplice…E gli esempi potrebbero essere molti altri.

Ok, forse semplice per me, politicamente di primo pelo…forse non è così semplice per quelli un po’ più navigati, compresi quelli che si sono buttati in politica per avere un’affermazione che magari non hanno avuto in altro campo (c’è chi lo fa anche col volontariato) e che ora non mollano l’osso e rivendicano la loro visibilità, anche a costo di agire da “battitori liberi”. Oppure ci sono quelli cresciuti a pane e appartenenza, che leggono solo i quotidiani di partito e che parlano di segreterie e coordinamenti. Il Partito Democratico sta nascendo anche così. Forse a livello nazionale ha anche un senso…ma occorreranno altre vie per amministrare a livello locale. E prima ancora, per incontrare la gente e le loro istanze…

PS: sto pensando di cambiare un po’ di cose nel blog, magari creando una sezione per la politica, o per altri temi…e cominciando a “fare sul serio”. Almeno un po’.

Una risposta a “comunicazione e struttura”

  1. manuel galbiati ha scritto:

    Inizio dalla fine (il solito casinista): buona idea, ma attenzione, ti sei creato uno stile e un parco di affezionati lettori (dei quali sono il primo, nel senso il più solerte); se cambierai fallo con delicatezza. Sembrano particolari, ma noi lettori siamo un po’ fighetti.
    Risalendo: ho le stesse tue perplessità. Il mio punto (a questo caotico stadio), vista la mancanza, ad ora, di programmi o progetti organici, è che sia necessario che noi neofiti della politica si portino pochi e chiari elementi di novità: da parte mia mi accodo sul discorso che fai sul linguaggio, al punto da proporre una sorta di “prontuario/glossario” come quello che usiamo nella mediazione culturale specifica (ad esempio, nel lavoro di cui ti ho parlato con le autoscuole, sostituire “svoltare, sterzare, cambiare direzione eccetera” con una sola parola, tipo “fare la curva”) che serva a snellire il linguaggio ed a concedere accessibilità alla materia anche se non si domina l’italiano. Cambiando le mutande, c’è la stessa necessità nella politica, con “anlfabeti” come me che necessitano di semplicità (non semplificazione, però). Parliamone. Il mio secondo punto - sul quale, a dir la verità, ho trovato pochi consensi - riguarda l’apertura di quanti più canali è possibile con l’altra parte politica, qualunque essa sia. Impariamo a dialogare in modo costruttivo, sarà utile sia dall’opposizione che dalla maggioranza, ed in questa cosa gli under 40 devono prendersi le p….e in mano e farlo. Credo che anche a Chiari ci siano persone in entrambe gli schieramenti che possono parlare tra loro e instaurare momenti in cui la clarensità conti più dell’appartenenza. Io ci credo.
    Programmi organici: credo sia il punto sul quale nelle riunioni del PD sono usciti più spunti positivi; prima o poi bisognerà organizzarli in modo specifico, magari usando il glossario di cui sopra.
    Bel post e grazie per la grande capacità che hai di “fare il punto della situazione”, è un grande pregio.

Lascia una risposta