Ago 12 2007

I giovani e l’esempio della festa di Lograto (27-6)

foto: Pf

Altro pezzo de ilBrescia, riprendendo quello pubblicato qui.


L’estate scorsa (credo a luglio) avevo brevemente parlato delle sagre di paese, delle feste di partito e di quelle d’oratorio, chiedendomi dove fosse possibile vedere la differenza. Pochi giorni fa, invece, sono riuscito a trovare qualcosa di davvero diverso. Ma andiamo con ordine: ero a Lograto, paesino della bassa che per primo ha conosciuto il fenomeno dell’immigrazione cinese e dove ho insegnato per quattro anni, per seguire l’esibizione dei Verdecane, un gruppo di miei amici che fa canzoni proprie spaziando tra blues, rock, folk e jazz. Beh, vale la pena di sentirli, almeno una volta. Ero a Lograto, dicevo, per quella che pensavo essere una festa della birra come tante altre. Sbagliato: era la “festa del giovane”. Diversa non solo nel nome, ma perché organizzata davvero da un gruppo di giovani che ha deciso di utilizzare delle strutture che sono presenti tutta l’estate al campo sportivo. Così, in cinque si sono messi a organizzare il tutto, e in venti hanno messo tempo, voglia e sorrisi per un intero weekend. Giovani per i giovani, scegliendo i gruppi giusti e magari tirando fino a tardi con una chitarra dopo che era già finita la serata “ufficiale”. Mi hanno detto che quella appena passata è l’ottava edizione. Negli anni hanno imparato a organizzarsi meglio, a gestire meglio forniture e sponsor…ma non è venuta meno la voglia di esserci e di sorridere. Con l’intenzione di far sorridere anche gli altri: una piccola parte del ricavato, infatti, viene messa da parte per partire a organizzare l’edizione dell’anno successivo; il resto viene mandato in Africa per progetti umanitari.

4 risposte a “I giovani e l’esempio della festa di Lograto (27-6)”

  1. manuel ha scritto:

    Non ci sono mai stato. Ma quella di Castrezzato (alla terza edizione quest’anno) che mi sembra sia all’inizio o a metà di luglio ci assomiglia molto. Conosco bene uno degli organizzatori e il fine dell’iniziativa è mandare i soldi alle missioni, ma non in modo generico (”le missioni” quasi fossero un posto, c’avete fatto caso? come “per i drogati” e roba del genrere), ma due missioni, una in Africa e una in Sud America. I soldi, almeno quelli di quest’anno, sono serviti per formare un paio di operatori e per la scuola. Bello, ben fatto. Fra l’altro, altro elemento di novità per me, i responsabili delle missioni e gli operatori pronti a partire erano lì, potevi chiedere loro quello che volevi. Voglio dire, non è che ci voglia molto, ma questo tipo di onestà intellettuale a me ha fatto proprio piacere. Sono un vecchio rompiscatole, e visto che gli ho lasciato dei soldi, mi è piaciuto il fatto che ho potuto chiedere loro “Ma obbligate i ragazzini ad andare a Messa, lì in missione?” “Ma distribuite cibo anche per i musulmani?”, magari poi ti dicono una cosa e fanno come gli pare, però, a quel punto, se la vedono con la loro, di coscienza. Non so se mi sono spiegato. Cmq onore al merito di Martorana e gli altri organizzatori dell’iniziativa di Castrezzato e quelle simili. Differenze con le feste di partito, purtroppo sostanzialmente una: niente dibatitti o incontri/dibattito, al limite (in generale) qualche seminario pomeridiano. Non è poco. Non so se la scelta sia dovuta al fatto che i dibattiti non interessano. E’ il solito dilemma popperiano sulla tv che si riprpone per tante cose: è la tv che somiglia agli spettatori o sono gli spettatori che somigliano alla tv? Sono gli utenti che non vanno ai dibattiti, anzi disertano le feste dove ci sono, o sono gli organizzatori che non li programmano perché non “fanno cassa”?

  2. Karmalaa ha scritto:

    Ma tu la conosci la ragazza che sorride?

    http://karmalaa.splinder.com/tag/la_ragazza_che_sorride

  3. Pf ha scritto:

    @ Manuel: hai ragione, ho dimenticato quella di Castrezzato (e io ci lavoro anche in quel paese…). comunque sì. mancano incontri-dibattito. Forse perché non interessano, o meglio interessano solo se ci sono grandi nomi, altrimenti vengono disertati. Oppure non si ha semplicemente la forza organizzativa per metterli in piedi. E spesso è un peccato perché, nonostante i luoghi comuni, Castrezzato si è rivelata una comunità molto attenta su più tempi (penso agli incontri in biblioteca, sempre con un buon numero di presenza, o alla marcia della pace dello scorso gennaio, dove, ad occhio, ci saranno state almeno 300 persone (ma credo anche di più), con tanto di partecipazione della locale comunità islamica.

    @Karmalaa: ho letto tutti i tuoi post sull’argomento…un po’ vago. Dovrò sostare un venenrdì mattina da te per vedere se la conosco.

  4. Karmalaa ha scritto:

    E’ un po’ che non passa…
    Cmq passa quando vuoi!
    Se hai messenger aggiungimi, l’indirizzo è sul blog

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