Ott 20 2007
sogni e risposte
il primo numero di Cuore distribuito autonomamente in edicola e non più come inserto de l’Unità
immagine:unamanolavalaltra.it (cliccare sull’immagine per ingrandirla)
Chi mi conosce dice che sono anche un po’ autoironico. Non so se è poi così vero. Quello che so è che ho la tendenza a incasinare anche le cose semplici. E a provare a vederle da diverse angolazioni. L’immagine, presa da quella pietra miliare della politica italiana che è Cuore, descrive bene quello che NON vorrei fosse il Partito Democratico. Quella sotto è la lettera, o meglio il testo dell’e-mail, che ho mandato a tutti (o quasi) gli appartenenti al comitato per il Pd di Chiari. Ci sono dentro un paio di cose che vorrei dentro il Partito Democratico. E per le quali , visto che (almeno per ora) ci credo, voglio dare tempo e voglia. Fino a quando non dovessi riuscire a realizzarle, almeno in parte. O a scoprire che sono irrealizzabili.
E così si è conclusa la grande “festa” delle primarie del Pd. Lo dico senza ironia. Parlo di festa vista la grandissima partecipazione a livello locale e nazionale. Non era facile arrivare numero del genere. Non era facile avere numeri non così lontani dalle votazioni per la scelta del candidato dell’Unione alle scorse amministrative, pensando che stavolta si trattava di un singolo partito, che la consultazione veniva dopo un anno e mezzo di governo Prodi e che non c’era la volontà di dare una “spallata” all’uomo di Arcore, come invece avvenne l’ultima volta. Numeri alti, che però ci devono anche far riflettere. Soprattutto se e quando inizieremo ad osservare attentamente i dati della realtà locale. Mi sembra di aver visto pochi giovani votare. Su questo dovremo ragionare. E quasi nessun minorenne o straniero con permesso di soggiorno. Ma questo potevamo anche aspettarcelo. Quello che mi interessa adesso (detto da uno che non capisce molto di politica) è non tanto vedere con che margine può aver vinto Veltroni. Così è stato e così è. Ma quello che credo sia importante (ripeto, da chi non capisce di politica) è il cominciare a pensare agli oltre 500 voti (588) che abbiamo avuto, che sono lo “zoccolo duro” su cui il Pd a Chiari può contare. Per iniziare, eventualmente, ad “affascinarne” (cit. Veltroni) altri. Spero non ci siano delle spaccature dovute alle varie correnti nate dalle liste dei diversi candidati. Da adesso mi piacerebbe si lavorasse tutti insieme. E non con l’intenzione di mandare a casa la Lega. Quanto per provare a pensare ad una diversa idea di città. Avendo il coraggio di guardare a lungo termine. Un guardare lontano che sa partire anche dal “qui ed ora” della gente (io e Manuel abbiamo chiacchierato con circa una settantina di votanti sull’argomento, con risultati interessanti che speriamo di organizzare al più presto), dandogli però una “profondità” maggiore. Tutta da costruire.
Così, giusto per buttare un primo sasso, visto che avremo tempo per tornarci su, riporto quelli che avevamo messo sul blog pd-chiari:
- ambiente (anche se dubito che qualcuno vorrà “cavalcare” la questione Gnutti…occorre un approccio più ampio al problema, proponendo soluzioni che non riguardino un “cerotto”, ma un diverso tipo di rapporto con l’ambiente e la città);
- sicurezza (legata al “problema” dell’immigrazione…e anche qui, perché l’immigrazione deve essere letta in ottica politica come problema, con l’affermazione che “devono adattarsi alle nostre regole” senza però dare spazio alle differenze che esistono tra i vari gruppi etnici presenti…non pretendere di omologarli a noi, pur nel rispetto delle regole, ma cogliere la ricchezza di cui sono portatori);
- scuola (più legata alla questione dei poli che alla qualità della scuola in sé…)
A fronte di questi, che sicuramente saranno temi “caldi”, credo sia importante mettere sul tavolo altre questioni. Tra cui:
- il “progetto di città” che ci sta dietro, in una Chiari che necessariamente, toccata da grandi opere, crescerà. Possiamo essere travolti o ragionare su un tipo di città diverso.
- la cultura e i suoi luoghi…Chiari era la “piccola Atene”…ora mancano luoghi di dibattito, non ci sono librerie (perché probabilmente la gente non ne ha bisogno…ma questo fa riflettere)..eppure ci sono realtà come la Fondazione Morcelli-Repossi, una biblioteca organizzatissima, le stesse Quadre e la Villa, che ospita anche eventi di risonanza nazionale (penso alla Rassegna della Microeditoria italiana, non a miss Padania)
- la rivitalizzazione del Centro Storico, quale cuore pulsante della città (zona pedonale con servizi navetta? luogo di esposizioni e manifestazioni? presenza di realtà “di richiamo”?)
- il protagonismo giovanile: non esistono spazi espressivi per i giovani al di là. forse, di quelli confessionali (l’oratorio)…ma non credo possa bastare una delega
- e riguardo a quanto appena detto: il rapporto con le realtà sul territorio, a cominciare con la Parrocchia (visto che l’ente Morcelli, che vede rappresentanti del Comune e della Parrocchia, sembra pronto a muovere molte cose)
- i Servizi e il volontariato, da potenziare nell’attenzione di una città che sa farsi vicini ai più deboli e sa educare i propri cittadini all’attenzione e al servizio…
poi ci sarà da aggiungere quelli emersi dalle persone, magari incontrando anche gli altri clarensi quelli che alle primarie non hanno votato.

