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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per gennaio, 2008

giorni della merla

giorni della merla

immagine: flickr.com/images/capannelle

In questi giorni mi sono divertito molto a raccontare ai miei alunni la storia dei “giorni della merla”, che spiega sia perché gennaio ha 31 giorni, sia perché i merli sono neri. In sintesi: una volta ne aveva 28, anche se una tradizione bresciana parla di 29; in un inverno particolarmente mite una merla si prese gioco del mese di gennaio ormai alla fine e questi chiese tre giorni a febbraio, facendoli diventare freddissimi. La merla e i suoi pulcini furono costretti a rifugiarsi in un comignolo, da cui emersero completamente neri per la fuliggine.
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27 gennaio

L’ingresso del campo di Auschwitz

immagine: pinker.wjh.harvard.edu

Il ghetto di Terezin durante la seconda guerra mondiale fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia. Fu costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del cosiddetto “Protettorato di Boemia e Moravia”, istituito dai nazisti dopo l’occupazione della Cecoslovacchia, prima che gli stessi venissero deportati nei campi di sterminio nei territori orientali. Più tardi vi furono deportati anche gli ebrei della Germania, Austria, Olanda e Danimarca. Nel periodo in cui durò il ghetto – dal 24 novembre 1941 fino alla liberazione avvenuta l’8 maggio 1945 – passarono per lo stesso 140.000 prigionieri. Proprio a Terezin perirono circa 35.000 detenuti. Degli 87.000 prigionieri deportati a Est, dopo la guerra fecero ritorno solo 3.097 persone.

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laico e confessionale

immagine: religione20.net

Un paio di considerazioni sul mio lavoro, giusto perché non ne ho mai parlato davvero e si fa un sacco di confusione tra un paio di parole che sono “laico” e “credente”. Beh, io mi ritengo sia “laico” che “credente”, ma proviamo ad andare con ordine.
Faccio il maestro di religione. Il maestro di religione cattolica. Non ci si scappa, non è storia delle religioni, la dicitura specifica è Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). E io sono un Insegnante di Religione (IdR).
Nei giorni scorsi c’è stato ad Aosta un seminario in cui si è riflettuto sul significato del mio lavoro…sono emersi anche alcuni spunti interessanti:

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Abbattere il muro

Ultimamente a Chiari (ma non solo a Chiari) ne sono successe di cose riguardo ai nomadi. Di qualcosa ho già parlato negli scorsi interventi. Della ricostruzione della storia nel campo nomadi clarense ne parla un link qui a fianco. Di uno spettacolo che “non s’ha da fare” devo ancora capire un po’ di cose. Di vicende nazionali ce ne sarebbero da raccontare a palate, con i nomadi come protagonisti negativi o come carpi espiatori (non giustifico a priori…). Faccio, o meglio lancio, invece una piccola riflessione, condividendo le righe di una nota del SIR (Servizio Informativo Religioso, un’agenzia di stampa cattolica, che collabora con l’ufficio Scuola della Diocesi di Brescia) di circa un mese fa.

Ecco il testo:

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Il progresso dei popoli

immagine: religionecattolica.rai.it

Sarà che sono da poco tornato da Roma, tra teologia e filosofia, lettere encicliche di Benedetto XVI e libri di Joseph Ratzinger (che poi è la stessa persona), ma mi sono capitati in mano alcuni vecchi appunti che avevo preso ancora quando lavoravo per l‘Associazione missionaria Cuore Amico (che manda soldi per progetti che vengono effettivamente realizzati) sulla “Populorum Progressio“, una lettera enciclica di Paolo V sulla questione sociale. Non era indirizzata solo ai cattolici, ma “a tutti gli uomini di buona volontà” e contiene cose che, a distanza di quarant’anni (è del 26 marzo 1967) dicono ancora molto, ai credenti e ai non credenti (a cominciare da chi ha paura di certe posizioni)

Ecco alcuni stralci:

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Un modo diverso di iniziare l’anno (2-1)

immagine: vogliaditerra.com

Ci sono tanti modi per iniziare l’anno nuovo Se penso ai miei quasi trent’anni trovo perfino qualche capodanno diverso dai soliti botti e cenoni. Magari in oratorio, con ragazzi delle medie o adolescenti, organizzando giochi o attività per loro (un anno costringendo a venire anche la morosa, che infatti non la prese benissimo). Oppure, ma è storia più vecchia, nel reparto di neurologia dell’ospedale di Rovato. O, ancora, in un dormitorio. Continua..