Mar 09 2008
Chiari perché…
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Chiari, il campanile
immagine: wikimedia.org
Post veloce prima di andare a vendere libri (cosa che mi piace tantissimo). Abito a Chiari, ormai da quasi trent’anni (cioè da sempre, almeno per me). E a Chiari sono legato. Molto legato. al punto che, quando in famiglia si è parlato di andare ad abitare altrove (se ne è solo parlato), avevo deciso che io sarei comunque rimasto a Chiari. Perché qui ho le mie radici, certo. Perché qui ho i miei amici. Ma anche perché, comunque, a Chiari mi sento legato. E, alla soglia dei trent’anni, di Chiari mi sento un po’ responsabile. Forse in quest’ottica può essere letto quel poco che ho fatto o faccio in ambito sociale (ce ne sono tracce sparse qua e là nel blog) o politico. Fatto sta che non sono indifferente a quello che accade a Chiari. Quello che accade di buono (ah, visto che so che il sindaco Mazzatorta ogni tanto legge il blog, voglio dirgli che, accanto all’idea del caffè letterario, di cui ho già scritto e ho già discusso anche con lui, e che comunque considero bella ed importante, mi è piaciuta molto anche l’altra idea, quella del museo a cielo aperto; ho visto cose simili in Germania…magari ci ritorneremo sopra) e quello che trovo meno buono (dalla vicenda del campo Nomadi, alla chiusura dello sportello immigrati, al colpo di mano del cinema…). E, ancora di più, mi colpisce quell’inaridimento tra persone che riscontro sempre di più. A cominciare da me stesso. Forse è dovuto all’essere parte di una città che non è abbastanza grande, ma che non è nemmeno più un paese. Fatto sta che, quando ad esempio, riguardo alla marcia della pace, parlavo di occasione persa, mi riferivo ad un’occasione persa per Chiari stessa, che non si è fatta toccare (o non è stata toccata) da un’iniziativa del genere. E di questo mi dispiace.
Ora, non pretendo di essere quello che si propone come il salvatore della patria. Mi interessa capire un po’ di più cosa sta succedendo e perché. Ascoltando. Domandando anche. Con la speranza che il mio piccolo impegno (piccolo non perché marginale o svogliato, ma perché so che quello che posso dare è ben piccola cosa, da solo) politico, sociale..soprattutto umano sia un “pezzettino” della strada che percorriamo insieme, io e tutti gli altri abitanti di Chiari.
Ps: venerdì scorso il consiglio comunale ha deliberato che non si può utilizzare l’immagine del campanile di Chiari per motivi commerciali. Per questo post dovrei poter continuare ad utilizzarlo

10 Marzo 2008, ore 15:35
Bel post. Secondo me ti fermi un po’ sul più bello, nel senso che la cosa dell’aridità andrebbe sviscerata. Conoscendoti (un poco) starai pensando “Va bene, ma non tutto in una volta!”. Se non lo stai pensando, lo dico io. E’ un argomento delicato e che, a me, fa anche un po’ paura. Richiede il cammino sul filo del rasoio fra il non vedere la trave nel proprio occhio e generalizzare atteggiamenti che magari vedi solo tu (il tu sarei io… oggi non è giornata, perdonami). Ciò detto, sarebbe bello riuscire a parlarne, insieme a tutti quelli che questo sentimento lo provano. Siccome, però, il punto non è essere paranoici, ma esserlo abbastanza, io ho anche la sensazione che su questa aridità, che determina stili di vita newyorkesi senza avere new york, ci sia anche chi ci lucra sopra… Pensa alle bugie (e dico, BUGIE) che vengono dette e scritte senza che nessuno dica bai. Poi, ti scappa un nome e allora apriti cielo. Siamo a “New Ceppaloni”?
11 Marzo 2008, ore 1:06
Beh, l’idea era quella, prima di tutto, di fare un po’ di chiarezza per me stesso (ed eventualmente per gli altri) sul perché non riesca a fare a meno di interessarmi a Chiari e sul perché, nell’intervento sulla marcia della pace, avevo parlato di “occasione persa” (affermazione che qualcuno aveva, probabilmente per mancanza di chiarezza da parte mia, ben interpretato). Ma sulla questione dell’aridità voglio tornare e, se possibile, su più fronti.
Grazie per il commento.