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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per aprile, 2008

Sfoghi (prima di “Lavorare stanca”)

immagine: imageshack.us

Qualcosa di un po’ più intimista, ogni tanto.

Continua..

ancora sul 25 aprile

Pier Paolo Pasolini

immagine: wikimedia.org

Giornata di Sindaci e presidenti del consiglio più o meno in pectore che non si fanno vedere, di Grilli che si professano unici eredi della Resistenza, di riletture storiche invocate e sospinte…a 63 anni da un fatto che ha cambiato la nostra storia, che ha avuto nella nascita della costituzione come naturale evoluzione e momento più alto ma che, come ricordava stamattina Mino Facchetti, da allora non ha avuto altro che sconfitte, vedendo la costituzione spessa tradita e vilipesa, vedendo il fascismo non rinascere nelle sue forme macchiettistiche, ma in quelle striscianti dovute all’oblio collettivo, ai vari tentativi di giustificazione e di trasformismo politico. Oggi di fascismi ce ne sono tanti (anche culturali) e non necessariamente tutti hanno casa nella destra. E se allora è, come deve essere, ancora attuale l’invito “oggi e sempre, Resistenza“, Continua..

verso il 25 aprile

immagine: potamocheri.eu

Domani è il 25 aprile. e domani, probabilmente, mi dedicherà anche ad un intervento un poco più serio ed organico. Per adesso mi limito ad un paio di preoccupazioni. Verso chi rende storia, ricordi, memoria un terreno per scontri ideologici, per chi fa finta che non sia avvenuto nulla e per chi dice che “Prima o poi dovremo chiedere scusa della Resistenza”. La storia è fatta di uomini e delle loro azioni. Alcune sono eroiche. altre deprecabili. Spesso, all’ombra di azioni eroiche ce ne sono state di deprecabili. E viceversa. Ma la storia è l’insieme di tutto questo. Ma qui il discorso diventa forse troppo complesso. Continua..

due cose sul 22 aprile

immagine: leoni,art.br

Anche se mi stavano abbastanza scappando via…e allora le affronto in maniera piuttosto “compilativa”.

  • Oggi 22 aprile 2008 è il 38esimo Earth Day, giorno della Terra.E per affrontare il tema, più che entrare in discussioni di quello che tocca fare i governi, riposto una serie di eco consigli estrapolati dal decalogo di Al Gore e dalle indicazioni del World Watch Institute e riprese da Piero Ricca (quello che aveva chiamato Berlusconi “buffone”) nel suo blog: Continua..

Striiip – parlando del tempo

visto che quando non si sa di cosa parlare, si parla del tempo…
(cliccare sulla strip per ingrandirla)

Per chi non lo sapesse, Cherrapunji, in India, è il luogo più piovoso della terra (26470 mm registrati tra l’Agosto del 1860 e Luglio 1861). Per gli appassionati di meteorologia, qui c’è un grafico. Ma la storia dell’estate di Cerrapungi è una citazione da Lupo Alberto.

No cluster bomb!

immagine: vineeta.org.

Oggi si celebra la Giornata internazionale sulla consapevolezza dei pericoli e sulle attività d’assistenza contro le mine, pnendo particolare attenzione alle cluster bomb, le bombe a grappolo, un’altra arma subdola come le mine, che resta “dormiente” anche dopo la fine del conflitto e il cui scopo è quello di uccidere, ma più ancora di ferire e mutilare. Alcune, come quelle della foto, sono anche colorate, belle da federe, fatte per attirare i bambini. E poi scoppiare nelle loro mani. Continua..

Striiip – prospettive future

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Hanno privatizzato la politica

immagine: maurobiani.splinder.com

Non ho fatto, di mio, grandi disamine sul voto del 13 e 14 aprile. Giusto un commento. E grandi disamine no ne voglio fare. Riporto invece alcune righe di Riccardo Orioles, giornalista siciliano impegnato contro la mafia, riprese da Mauro Biani (l’autore, tra le altre, della vignetta qui sopra) nel suo blog. Condivido quello che dice Biani, che “Si può essere più o meno d’accordo, ma certamente è una disamina che non fa sconti a nessuno, compresi ognuno di noi, un contributo di riflessione prezioso e difficile da rintracciare in qualsivoglia giornale” . Personalmente non sono d’accordo proprio con tutto, come sul mettere ancora Berlusconi come spartiacque della scena politica o sul parallelismo col fascismo (anche se ha maledettamente ragione con quella faccenda della politica “dal basso” e con quell’altra questione dei giovani), Ma è un pezzo che va letto. Buona lettura. Fino in fondo.

In sostanza, dopo la tivvù, l’acqua, i telefoni e un po’ di altre cose, hanno privatizzato la politica. Continua..

Elezioni politiche 2008

Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Continua..

La metafora del viaggio applicata alle elezioni (2-4)

immagine: Pf

Non so esattamente perché, ma in questi giorni mi tornano in mente le parole di un mio docente di storia delle religioni, quando ci diceva che “si può viaggiare per arrivare, ma così l’esperienza si esaurisce nel viaggio” o che “si può viaggiare per viaggiare, vivendo la dimensione dello stupore, dell’incontro, del dialogo”. La cosa assume un peso ancora maggiore se, come faccio un po’ spesso, pendo la metafora del viaggio come metafora della vita. E di quello che in questa vita ci accade. Così, tanto per fare un esempio, vedo che in molti si stanno concludendo quel cammino che ci porterà alle elezioni. Anche a Castelcovati, tra Bassa e Franciacorta, dove lavoro. Un piccolo paese che ha visto saltare la sua amministrazione per la questione delle scuole:vecchie quelle attuali, si pensava di costruire di nuove. Troppo fuori dal centro del paese, per qualcuno. Troppo vicino ad alcuni capannoni. E così la maggioranza si è spaccata e tutti a casa. O meglio, con un bel po’ di mesi di commissariamento. E alunni e insegnanti ancora nelle vecchie scuole. Da lì è cominciata la “lunga marcia” per arrivare alle nuove elezioni. Lunga marcia che si può, ancora, interpretare come viaggio. Continua..