Apr 28 2008
Sfoghi (prima di “Lavorare stanca”)

immagine: imageshack.us
Qualcosa di un po’ più intimista, ogni tanto.
14°
Mi strugge l’anima perdutamente
il desiderio d’una donna viva,
spirito e carne, da poterla stringere
senza ritegno e scuoterla, allacciato
il mio corpo al suo corpo sussultante,
ma poi, in altri giorni più sereni,
starle d’accanto dolcemente, senza
più un pensiero carnale, a contemplare
il suo viso soave di fanciulla,
ingenuo, come avvolto in un dolore
e ascoltare la sua voce leggera
parlarmi lentamente, come in sogno…
Cesare Pavese
14 ottobre 1925

29 Aprile 2008, ore 7:36
Emmipareva….
29 Aprile 2008, ore 11:46
Ettipareva che citavo Pavese o altro? Beh, ogni tanto (per fortuna ogni tanto) qualche assenza la si sente…