Memento

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Alla fine non so come né perché, ma ha saputo dire cose che tratteggiano perfettamente l’Italia di oggi, a oltre trent’anni dalla sua morte.
Queste parole suonano come un epitaffio amarissimo e rassegnato che Pasolini scrive per se stesso nel 1975, pochi mesi prima di morire.
L’intelligenza non avrà mai peso, mai, nel giudizio di questa pubblica opinione. Neppure sul sangue dei lager tu otterrai, da una dei milioni d’anime della nostra nazione un giudizio netto, interamente indignato. Irreale è ogni idea irreale ogni passione di questo popolo ormai dissociato da secoli la cui soave saggezza gli serve a vivere, non lo ha mai liberato. Mostrare la mia faccia, la mia magrezza, alzare la mia sola, puerile voce non ha più senso. La viltà, avvezza a veder morire nel modo più atroce gli altri con la più strana indifferenza. Io muoio, e anche questo mi nuoce.

Mercoledì 11 Giugno 2008 13:26
Memento audere semper