Il Maestro Unico nella scuola che cambia (pubblicato il 10-9)

immagine: religiocando.it
Ne parlo perché viene dall’idea di un bresciano, anzi, di una bresciana. Ne parlo perché viene a toccare la realtà di tutta la scuola, Brescia provincia compresa. E ne parlo perché le considerazioni che posso fare riguardano quello che io conosco di una piccola fetta della provincia di Brescia. La questione in sé si può riassumere così: il ministro Mariastella Gelmini ha deciso che dal prossimo anno scolastico si ritornerà al maestro unico. Anche se poi non sarà esattamente così, visto che rimarrà l’insegnante di religione e probabilmente anche quello di inglese. Fatto sta che, al di là di queste due figure, i bambini non vedranno più tre maestri ad insegnare rispettivamente (e su più classi) uno matematica e scienze, uno italiano e un terzo storia e geografia, ma avranno a che fare con un unico insegnante per tutte queste materie. È da più di trent’anni che i pedagogisti stanno discutendo su quale modello sia il migliore per i bambini. Se la Gelmini avesse detto che si appoggiava ad una scuola pedagogica piuttosto che ad un’altra, la cosa avrebbe avuto un senso. Ciò che è stato, almeno per me che nella scuola ci lavoro, inspiegabile è stato dire “anche io sono andata a scuola col maestro unico e sono cresciuta comunque bene”. Forse dall’alto le hanno imposto dei tagli, ma allora perché andare a colpire quello che, secondo l’Ocse, è il settore della pubblica istruzione che meglio funziona, togliendo risorse proprio adesso che aumentano gli alunni stranieri e i casi problematici?

mercoledì 17 settembre 2008 17:11
dunque, la mia impressione è che ad ogni riforma ci si lamenti, soprattutto chi lavora nel settore. questo valeva anche nella scuola.
tu hai mai sentito, gli anni scorsi, degli insegnanti che affermavano che le cose andavano bene? io no.
e allora tanto vale davvero tornare al maestro unico, che, almeno sul piano esperienziale, funziona.
banalizzo? io ho avuto il maestro unico (ok, due, ma solo perchè facevo il tempo pieno… e sono disposta a cedere sul bimaestro) e sono uscita dalle elementari che sapevo leggere, scrivere correttamente, far di conto, analisi logica e parlottavo anche un po’ di inglese.
adesso i ragazzini escono dalle elementari e arrivano alle medie (e anche alle superiori) che sono praticamente, salvo alcune eccezioni, ANALFABETI.
non ce l’ho con le maestre, ma evidentemente il sistema non funzionava.
io vorrei una scuola alla libro Cuore
mercoledì 17 settembre 2008 18:03
Grazie per il commento.
Mah, sono d’accordo sul fatto che chi è in un settore trovi sempre il motivo di lamentarsi. sulal questione del maestro unico sono un poi più perplesso, per alcuni motivi.
-io a scuola avevo tre maestre…eppure sono comunque uscito dalle elementari che sapevo leggere, scrivere correttamente, fare di conto, analisi logica e parlottavo anche un po’ di inglese
-nella mia breve esperienza scolastica come insegnante ho visto di tutto, dalle mamme maestre ai gruppi ultrastrutturati in laboratori e sottolaboratori…ma le cose funzionano se ci sono le persone
-anche a me piacerebbe una scuola alla “libro cuore”, ma è superata: ci sono classi con incidenza di alunni non italofoni superiore al 50% e molto spesso ci sono nuovi arrivi lungo tutto l’anno scolastico…servono insegnanti che si distacchino per fare interventi di prima alfabetizzazione e quant’altro. E un insegnante unico non avrebbe ore in più e faticherebbe a gestire una situazione del genere in una classe di 27 alunni
Poi attendiamo maggiori informazioni per riuscire a capire meglio quello che succederà, ma se l’intento era solo quello di tagliare, per me ci sono mille altri modi, senza riesumare il maestro unico.
venerdì 31 ottobre 2008 18:09
Io credo che il terzo maestro tra due classi sia una figura inutile ed economicamente inspiegabile. Non è lo Stato che deve creare posti di lavoro. Perchè pagare tre persone quando ne bastano due? Sono d’accordo con il commento precedente: due sono giustificabili solo nel tempo pieno!