Chiari e la prima regola della democrazia (pubblicato il 10 giugno)
Pubblicato da Pf

Winston Churchill
da: Wikipedia
Se non ricordo male, Winston Churchill era uno che qualcosa di politica ne capiva. E, sempre se non ricordo male, aveva detto che “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”. Ora, che forse la democrazia sia un metodo di governo non perfetto, con il voto di Rita Levi Montalcini che ha lo stesso peso di quello dei parlamentare che ululavano al suo passaggio, questo è innegabile. Ma è il sistema che abbiamo. Lo stesso sistema che ha registrato, a Chiari e dintorni, per esempio, un’esplosione della Lega Nord e del centrodestra. Mah, forse su Chiari varrebbe spendere due parole in più: un comune con 13mila elettori che presenta due soli candidati sindaco. Uno, quello uscente, senatore della Repubblica, sostenuto da Lega Nord, PDL e DC. L’altro, ex Dc e ex Forza Italia, con un lungo passato come amministratore, sostenuto da una coalizione che andava dal PD a liste civiche più orientate a destra. Insomma, due candidati, uno di centrodestra e l’altro…pure. Il risultato? Confermato con il 62,5% dei voti il sindaco uscente, il sen. Mazzatorta, che negli ultimi 5 anni, in bene e in male, ha visibilmente cambiato il volto di Chiari. E questo ci potrebbe anche stare, se non fosse che c’è anche chi ha commentato la sconfitta subita dicendo “i clarensi non hanno capito niente in questi cinque anni”. qualcuno ha anche aggiunto “peggio per loro, adesso hanno quello che si meritano”, dimenticando che in democrazia è comunque la maggioranza che sceglie. E può scegliere anche diversamente da come vorremmo.
5 Commenti »
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Alessandro dice:
Pubblicato il 12 06 2009 alle 08:56
Tra l’altro, se io avessi partecipato e avessi perso così miseramente, avrei fatto almeno un po’ di autocritica.
invece sembra il candidato di destra che è arrivato secondo abbia pensato bene di dare la colpa a me e ad altri.
Ho fatto una comparazione dei dati.
Non hanno spostato un voto.
Quanti avevano votato il centrosinistra 5 anni fa, nel 2009 hanno vitato questo centrosinistradestra. Il centrodestra ha ancora i suoi voti.
Secondo me la colpa è di una campagna elettorale basata sullo scontro e non sulla proposta.
Chi era in dubbio ha dovuto scegliere tra Mazzatorta e non-mazzatorta.
Senza sapere cosa volesse dire non votare Mazzatorta.
Anzi.
Non si vincono le elezioni con l’unico obiettivo di “mandare questi tutti a casa”.
Ma queste considerazioni non consideratele.
Io “non capisco niente di queste cose”, come sostiene il sig. Alessandro Lupatini, candidato a sindaco della città di Chiari, eletto nel consiglio comunale di Chiari proclamato eletto il 10/06/2009.
ciao dall’ingenuo e ignorante Alessandro
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Tonelli Giuliano dice:
Pubblicato il 12 06 2009 alle 11:06
Alessandro , ti consiglio di leggerti dal Vangelo di Matteo la parabola sulla “Zizzania”.
Spero che non ti arrabbierai , credo di aver usato dei termini “santi” , nella mia proposta che ti faccio , non ci sono parolaccie o insulti , dicendoti così penso di essermi posto nei tuoi confronti con atteggiamento pulito .
Prova a leggere cosa diceva un discepolo 2000 anni fà.
Ripeto da “amici” ci possiamo sempre consigliare delle buone letture (brevi).
Ciao
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Pf dice:
Pubblicato il 12 06 2009 alle 17:59
non lo so se chi ha perso lo ha fatto “così miseramente”
li lascio alle loro analisi, disposto a portare un punto di vista esterno, se richiesto e gradito
se i numeri sono quelli, con due mesi di campagna elettorale non avrebbe vinto nemmeno Obama
il problema, come ho detto più volte, non è politico, ma culturale
non so se Chiari c’è ha spostato o meno dei voti. Se ha fatto fallire un progetto politico piuttosto di un altro. Non ho riscontri per giudicare una cosa del genere (e credo che riscontri oggettivi non li abbia nessuno, anche se mi piacerebbe essere smentito da cifre precise e argomentate)
non so nemmeno quanto possa pesare io stesso politicamente…nel 2004 p”pesai” 30 voti esatti; gli unici voti che ho provato a spostare in questa campagna elettorale solo quelli che ho cercato di mandare a Monica Frassoni per le europee. e ha preso 26 voti in tutta Chiari.
Quello che so è che adesso mi interessa fare politica, documentarmi, seguire i consigli comunali, informarmi. Non mi interessa raccontare mille volte la stessa storia. Non mi interessano le accuse e le insinuazioni (quelle che partono dalla coalizione perdente, quelle che partono, a titolo personale, da altre parti…anche da Chiari c’è, a volte)
Le accuse non aiutano a lavorare insieme. Troviaoci a un tavolo, parliamone insieme, litighiamo anche, ma poi lasciamo perdere tutto questo e dedichiamoci a Chiari.
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manuel dice:
Pubblicato il 13 06 2009 alle 10:25
Hai presente la Fattoria degli Animali, di Orwel? Ti ricordi che fine fa il personaggio che risponde sempre “Lavorerò di più!”?
Non è sempre la risposta giusa. Forse è la risposta che ti salvaguarda di più dal punto di vista personale, ma i fatti sono fatti e le opinioni sono opinioni. Se ci sono state dette alcune cose, se ci sono stati riservati determinati trattamenti in nome di “andiamo al voto per cacciarli e poi si vedrà” il “poi si vedrà” non vuol dire che comunque sia dobbiamo essere comunque noi i colpevoli di qualcosa. Certo, alcuni di noi, sprt quelli il cui nome inizia per Manuel e finisce per Galbiati, sono sporchi e cattivi e ripropongono in campagna elettorale certe dichiarazioni i cui titolari a quanto pare si vergognano (in campagna elettorale se ne vergognano, prima no…) o provano ad avere semrpe la stessa linea, con tutti gli errori che possono essere fatti dalle cose fatte dagli uomini, ma per favore, fottuti e mazzati no. Avrei capito se fossimo andati avanti nonostante tutto, ma non è stato così. Non dico che sia indispensabile trascorrere tutto il tempo a rivangare, ma per piacere che i vari spin doctor di periferia dello schieramento uscito sconfitto dalle elezioni abbiano almeno la decenza di glissare. Ce ne vorrebbero di Albertini…
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Pf dice:
Pubblicato il 13 06 2009 alle 15:53
A me piacerebbe che ci trovassimo tutti intorno a un tavolo. Per chiarire accuse e insinuazioni. Per parlarci direttamente. Per litigare, se occorre. Ma, alla fine, per capire.