PaoloFesta.net

“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per settembre, 2009

La parola proibita

Alla fine i grandi sono quelli che sanno guardare più lontano di noi…

Dino Buzzati

immagine: wikipedia

A velati accenni, scherzi allusivi, prudenti circonlocuzioni, vaghi sussurri, mi sono fatto finalmente l’idea che in questa città, dove mi sono trasferito da tre mesi, ci sia il divieto di usare una parola. Quale? Non so. Potrebbe essere una parola strana, inconsueta, ma potrebbe trattarsi anche di un vocabolo comune, nel qual caso, per uno che fa il mio mestiere, potrebbe nascere qualche inconveniente.
Più che allarmato, incuriosito, vado dunque a interpellare Geronimo, mio amico, saggio fra quanti io conosco, che vivendo in questa città da una ventina d’anni, ne conosce vita e miracoli.
” È vero ” egli mi risponde subito. ” È vero. C’è da noi una parola proibita, da cui tutti girano alla larga. ”
” E che parola è? ” Continua..

Impressioni di settembre

Il mio amico Fab’, grande scrittore che ha scelto di fare lo scienziato e che cito nel pezzo con Gibì, un folletto a metà tra Capossela e Tom Waits,  la definirebbe una “prosa per il culo”. Tanto più che c’è anche il messaggio nascosto…

Ho spesso provato a sognare con gli
occhi aperti, per quanto ci riesca, senza
trovare la forza o il
ricordo di un orizzonte più
esteso, di un
nuovo modo di iniziare a cercare.
Troppo in passato ho
usato male il mio tempo,
non ho provato ad andare
avanti con un po’ di coraggio,
nascosto com’ero
nella mia supposizione che chi avevo
intorno non fosse al mio
stesso livello.
Oggi so che allora sbagliavo, che
non riuscivo a cogliere quello che
ognuno ha di bello e speciale.
Già, facile a dirsi, ma
ricordo gli imbarazzi
avuti quando anni fa
sostenevo di aver letto, o
soltanto spulciato, libri di
originali pensatori in realtà mai esistiti,
scherzo feroce di un paio di amici,
unici e veri, che
dal piedistallo volevano farmi tornare
a terra, al mondo reale.
Tempo passato, che sento ancora presente,
oggi che, alla fine di questa
estate, provo a trovare
voce e parole per
esprimere con scarabocchi e
righe disordinate su un foglio di carta
gli ultimi istanti, così
illusi e aggrovigliati, di quello che
non sono e che vorrei, semplicemente,
essere.

Il caldo di agosto (da La Voce del Popolo)

L’editoriale di don Adriano Bianchi su La voce del Popolo del 28 agosto

immagine: blogspot.com

Sarà la morsa del caldo agostano che ha colpito un po’ tutti, sarà che i giornali non sanno come riempire le pagine, sarà che le ferie si prestano maggiormente ad aprire polemiche inutili e sterili, sta di fatto che, nelle ultime settimane, abbiamo assistito a qualche abbaglio e a qualche uscita di troppo su temi, purtroppo tutti molto seri, trattati, a mio parere, solo ad uso e consumo delle chiacchiere da spiaggia.
Li ripercorro per chiarirmi le idee, per farmi un’opinione, ma soprattutto per sottolineare come spesso siamo in balia di una regia che ama solo “dirigere il consenso” e sollecitare i pruriti più bassi della gente.
Continua..