Archivio per la categoria 'Audio e video'
Giorgio Caproni, 20 anni e 4 giorni dopo
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20 anni fa moriva Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti del ‘900. Un poeta spesso messo da parte dalle antologie e dalle raccolte. Un poeta che mi è piaciuto find a quando un caro amico me lo fece scoprire. Un poeta che ho sentito “mio” in molte occasioni (e forse con il “congedo del viaggiatore cerimonioso” più che con altre poesie). Un poeta che sapeva fare rime in “are”, semplici ma mai banali. Un poeta che amava il viaggio e la sua città, Genova. Un poeta che a Genova ha dedicato una vera e propria litania, quasi una preghiera. Quella ripresa da Paolini nel suo blues.
Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.
Continua..
40 anni fa, la luna
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Le Voiyage dans la Lune, di George Méliès, narrato da Madeleine Malthête-Méliès
un sogno che si realizzava
l’esito di una guerra tecnologica tra due superpotenze
un piccolo passo che forse è stato piccolo davvero
…pensando alle paure e ai drammi di quarant’anni dopo.
Non sparate sulla ricerca
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Mentre tutti i paesi civili, Stati Uniti in testa, investono sulla ricerca nel tentativo di uscire dalla crisi, il Governo italiano sembra aver intenzione di tagliare sempre più il già misero 1,1 % del Pil che ogni anno viene assegnato a questo comparto…
Frammenti da “Brescia e gli altri” di Gianni Rocco
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Grazie al cielo
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a chi sta facendo fatica
Original Video- More videos at TinyPic
Italian minister escapes
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Giulio Tremonti scappa alla domanda di un Giornalista al Summit Finanziario di Davos
Paolo Rossi – Evaristo Beccalossi
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Dedicato a Gibì
Quella volta lì che avevo 25 anni
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Non credo valga come augurio per l’anno nuovo. Più come riflessione per quello vecchio
Ora basta con la finzione.
Continua..
Castelvolturno, la lettera di Roberto Saviano e l’abitudine all’omertà
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Saviano alla triennale di Milano
un paio di estratti dalla lettera
“E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com’è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l’amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, “così è sempre stato e sempre sarà così”?Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione?”
Fissare le idee
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