
foto: Pf
Sabato scorso, con alcuni amici, sono stato al secondo appuntamento della rassegna “suoni e ombre” presso la Chiesa di San Giovanni, a Brescia. Nel concerto, dal titolo “bianco e nero” si sono esibiti un fisarmonicista e una violinista. Lui è bresciano, lei rumena. Continua”La musica e il gioco abbattono le barriere (21-11)”

immagine: Freaky Mermaids
Dopo aver (così sembra) risolto i miei problemi infomatici (altri ne restano, ma sono di diverso tipo) e prima di riprendere a discutere di temi più o meno seri, riporto un vecchio pezzo de ilBrescia (anche perché i due nuovi, fino ad ora, non sono stati niente di speciale…forse il secondo un po’ meglio; la nota positiva è che ho scoperto che il mio spazio è di 1500 battute e non di 1600). A questo pezzo tengo particolarmente per alcuni motivi: l’amicizia con le Freaky Mermaids (soprattutto con Ombretta), la bella serata passata insieme (con conclusione in pizzeria) e il fatto che proprio con questo pezzo su ilBrescia, invece di segnalarmi come insegnante di religione, mi misero un altro “titolo”, per un simpatico (col senno di poi) errore. Guardare per credere.
Alla fine dell’anno scolastico sbocciano le rappresentazioni teatrali. Così, se Castrezzato ha già dato con i bambini di Terezin, gli alunni delle quinte di Castelcovati rivisiteranno i cinque anni trascorsi a scuola nella loro rappresentazione. Ma in questo periodo si trovano espressioni artistiche un po’ dappertutto. E, tra una strega russa che racconta favole africane e un dito che indica la luna (anche se lo stolto continua a guardare il dito), mi sono imbattuto in tre sirene strampalate (“Freaky Mermaids”, appunto), che poi non sono altro che Ombretta, che conosco da una vita, e le sue amiche Angela e Laura. Continua”Il teatro, il mondo e le tre sirene strampalate”
Se i nomi corrispondono a ciò che indicano, riflettiamo prima di usare alcune espressioni

immagine: pubbliprogresso.it
In una di queste serate estive, dopo aver appena rivisto “Gandhi” (e aver spiegato a mia madre che Indira Gandhi era figlia di Nehru e non del Mahatma) provo a riordinare alcuni pensieri sparsi, riguardo a una di quelle tematiche su cui bisognerebbe sempre dire qualcosa e non se ne ha quasi mai l’occasione. Potrei partire dalla struttura dell’URP (gli uffici per le relazioni col pubblico) del comune di Chiari, ottenuti riadattando una delle poche sale pubbliche che c’erano. L’ingresso è dato da alcuni gradini in pietra e da una porta girevole. Quando si trattava di una sala pubblica, i gradini c’erano già, la porta girevole no. Allora passeggini, carrozzine e diversamente abili entravano dal retro, da una rampa. Non era il massimo, ma per un teatro era sopportabile. Qualche perplessità in più me la lascia una simile soluzione anche per l’URP (se poi, come sembra, alcuni impiegati creano qualche problema all’ingresso dei passeggini…spero si tratti di una chiacchiera di paese). Forse coi soldi spesi per la porta girevole (di pregevole fattura, lo ammetto) si poteva realizzare una rampa sul davanti, ma questa è un’altra storia. Fatto sta che, oggi, passando, mi è venuto da pensare che una rampa lì avrebbe potuto starci.
Continua”Nomina sunt consequentia rerum”

immagine: Pf
Altra cosa non recentissima, su comunioni e cresime…la cosa interessante è che la metto sul blog dopo i Motu Proprio con cui il papa “riabilita” l’uso della liturgia preconciliare…credo che ci torneremo sopra
La prima cosa che si sente è la banda che suona. Poi spunta una croce , portata da un chierichetto, insieme ad altri chierichetti che procedono alla testa del corteo. Poi loro, la banda, tutti con lo stesso passo cadenzato, che dà il ritmo alla musica. Infine i bambini, tra il papà e la mamma, tutti con addosso una bella vestina bianca e un crocifisso di legno al collo. Una volta le bambine avevano anche un velo bianco in testa, sostituito poi da un più moderno cerchietto con perline o fiori bianchi applicati. Questo è stato quello che ho visto domenica scorsa, verso le nove di mattina. Ero alla prima comunione dei miei alunni di terza elementare. Continua”Il “segno” che deve marcare la propria vita (23-5)”

foto: digilander.libero.it/kyme/
Er isolti finalmente alcuni problemi informatici e ancora in attesa di dare risposta alle diverse sollecitazioni su chiesa e Teologia che amici come Manuel e Andrea mi sottopongono, metto nel blog anche un paio di vecchi interventi Questo era per il 28 maggio….
Alcune riflessioni puramente sparse. Sabato scorso ho assistito a uno spettacolo realizzato da alcuni genitori dei miei alunni, coordinati da una mia collega. Il tema scelto era “la fattoria degli animali” di Orwell. Tema impegnativo, vero, ma sviluppato con molta ironia. Bella anche la conclusione, nella quale si ricordava il valore e l’importanza della cultura, dello studio, per costruire e seguire idee, non ideologie. Lunedì era il 28 maggio, anniversario della strage di Piazza Loggia. Continua”Quando la De Filippi attira più di Lucarelli (30-5)”

foto: eduscuola.it
Devo ancora ad Andrea un post teologico e a Ghidoni uno sulle bionde, soprattutto dopo questo
Manterrò le promesse. Lo prometto.
Aprile e maggio, soprattutto la fine di aprile e l’inizio di maggio, con il rincorrersi di festività e ponti, che danno tanto l’idea di fine della scuola ormai prossima, sono i mesi delle gite scolastiche. Così chiedo scusa se diserto il tema del 25 aprile (di cui, peraltro, ho già parlato la settimana scorsa), per dedicarmi a quello delle gite. O, meglio, per parlare di una gita speciale. Come insegnante di religione, solitamente, vengo “precettato”, lavorando in diverse classi, per più di una gita. Vorrei però spendere due parole su una gita che gita non è stata. Prima di tutto perché si è tenuta di domenica (domenica scorsa, per l’esattezza), e poi perché lo scopo non era quello di divertirsi o visitare qualcosa, ma di raccontare e sentir raccontare. Continua”Aprile, tempo di gite e di lezioni un po’ diverse (25-4)”

foto: ulivoselvatico.org
Ok, il titolo sul il Brescia non era questo. Poco importa. Lo metto apposta con una settimana di ritardo, per pubblicarlo per il 25 aprile…poi ci saranno le solite parate, i soliti discorsi retorici…ci sarà chi dirà che il Partito Democratico si inserisce in una storia che parte dal 25 aprile…perché abbiamo avuto giorni di politici che si sono riempiti la bocca a parlare di un partito che non c’è ancora e ad ignorare Emergency e le mille altre emergenze del Paese…ah, no, sta passando la Legge Mastella che non ci consentirà più di sapere se un politico ruba, se Moggi trucca le partite o se il nostro vicino di casa è un assassino o un pedofilo, fino alla condanna definitiva (e poi c’è sempre la prescrizione)…queste sono le vere emergenze. E, a proposito di prescrizione, Berlusconi si complimenta con Biagi e dice che all’epoca aveva un po’ calcato la mano, ma che non lo voleva allontanare dalla RAI…vabbè, ecco il pezzo che è andato su il Brescia.
Tra una settimana è il 25 aprile. Avrei modo di ritornare sull’argomento la settimana prossima, nella giusta data, ma sono sicuro che avrò altro da raccontare. Così provo a parlarne adesso. Continua”Perché aiutare i ragazzi a studiare la storia (18-4)”

foto: Pf
La cosa bella è che avevo deciso di parlare dell’abuso di alcolici da parte dei giovani…ho finito per parlare di ecologia, per raccontare qualcosa di buono. Per le riflessioni più amare…sarà per la prossima volta.
Riconoscere un problema, dargli il giusto nome, è già un buon inizio. Fatto questo, si può cominciare a parlare di soluzioni. Meglio se esistono anche soluzioni “piccole”, che ogni persona di buona volontà può, quotidianamente, cercare di portare avanti. A Castelcovati, paesino della bassa bresciana di onesti lavoratori, spesso impresari edili, da tempo la scuola cerca di sensibilizzare alunni e genitori sul tema della sostenibilità ambientale. Lavoro che si è fatto più forte nel progetto Comenius, che per tre anni ha coinvolto sei scuole di diversi paesi europei, ma che continua ancora oggi che il progetto è finito. Continua”Le piccole azioni che fanno migliore il mondo (21-7)”

foto: www.photographers.it
Mi piace sempre un sacco quando parlo di scuola…
Non è poi molto che insegno. Beh, a conti fatti non è nemmeno poco. Diciamo che è il sesto anno. Ho ancora tempo prima di un’eventuale crisi del settimo anno. Ma una cosa del genere non mi era ancora capitata. Cerco di spiegarmi: un’alunna di una classe quinta mi mostra il diario per farmi leggere una comunicazione di sua madre, che chiede di incontrarmi per “informazioni riguardo alla programmazione didattica”. Mi rendo disponibile al termine delle lezioni. La donna, cortesissima, mi chiede come mai con la figlia, che frequenta il quinto anno della scuola primaria (quelle che si chiamavano elementari), si stia affrontando in classe il tema delle altre religioni. Teme che parlare della fede degli altri possa portare a perdere la nostra. Mi specifica, tra l’altro, di non essere razzista, ma le sembra che non si parli abbastanza del cristianesimo. Le sorrido. Continua”Conoscere le religioni per non aver paura (14-3)”

foto: http://photos13.flickr.com/18366733_c86729742c.jpg” /
A volte i bambini sanno sorprenderci con la loro capacità di vivere intensamente, di cogliere davvero le cose importanti…senza fare retorica, vedendo con quale impegno hanno affrontato uno spettacolo così “denso” di significati, posso solo sperare che qualcosa rimanga dentro di loro…
Alla fine sul palco, in mezzo al fumo, restano dei bambini immobili, vestiti di bianco, davanti a loro una casacca stesa a evocare una candida lapide, con sopra un lumino acceso e una rosa. Polvere lenta che ricade nell’aria e un ammonimento per chi assiste alla scena: “fatti non forse a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza:” Così si conclude lo spettacolo che le classi quinte della scuola primaria di Castezzato hanno preparato in occasione della Giornata della Memoria e a conclusione del Mese della Pace. Stimolati dalle insegnanti, che non hanno avuto timore a “volare alto”, aiutati dal regista Gigi Castelli e sostenuti da un buon numero di genitori che non si tirano mai indietro quando c’è bisogno di una mano, i ragazzi hanno portato in scena l’orrore del ghetto di Terezin, dove sono stati reclusi 15mila bambini. Continua”Quelle farfalle che vivono anche nel ghetto (31-1)”