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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

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La parola proibita

Alla fine i grandi sono quelli che sanno guardare più lontano di noi…

Dino Buzzati

immagine: wikipedia

A velati accenni, scherzi allusivi, prudenti circonlocuzioni, vaghi sussurri, mi sono fatto finalmente l’idea che in questa città, dove mi sono trasferito da tre mesi, ci sia il divieto di usare una parola. Quale? Non so. Potrebbe essere una parola strana, inconsueta, ma potrebbe trattarsi anche di un vocabolo comune, nel qual caso, per uno che fa il mio mestiere, potrebbe nascere qualche inconveniente.
Più che allarmato, incuriosito, vado dunque a interpellare Geronimo, mio amico, saggio fra quanti io conosco, che vivendo in questa città da una ventina d’anni, ne conosce vita e miracoli.
” È vero ” egli mi risponde subito. ” È vero. C’è da noi una parola proibita, da cui tutti girano alla larga. ”
” E che parola è? ” Continua..

Anche gli occhi vogliono la loro parte?

Continuo a manifestare la mia indecisione sullo stile da dare al blog. Ho trovato questo. Non sarà niente di speciale, ma mi piace un sacco

Gaza, fine 2008

immagine: asianews.it

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht (Germania, 1898-1956)

E proprio perché l’uomo può pensare (cosa che, in un’ottica che riprenderò più avanti, lo avvicina a Dio), voglio provare a riorganizzare due pensieri su quello che sta accadendo nella striscia di Gaza
Continua..

Non sono d’accordo!

immagine da: internaute.com

Sarà che venerdì sera sono andato al Consiglio Comunale, dove si è discusso di temi importanti (dai nomadi alla questione del mercato in centro), ma le modalità di comunicazione mi hanno lasciato piuttosto perplesso…sarà che ieri chiacchieravo con un’amica che mi diceva che deve imparare come dire le cose per non rovinare i rapporti con le persone…fatto sta che ho voluto provare ad approfondire un po’ come si può discutere. ricordandomi anche di quello che mi diceva un mio docente di filosofia: che mai come ora diciamo “secondo me” partendo dal presupposto che quella, la nostra, è la verità assoluta. invece esistono vari modi per non essere d’accordo con qualcun altro e per esprimere la propria posizione. Su suggerimento dell’amica Nadiolinda recupero un intervento di Paul Graham apparso su internazionale.
Di seguito il testo completo

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Righe sparse su Piazza Navona, Moretti, Carfagna, Europa e il PD

un’immagine di Ecce Bombo, da Wikipedia

A fronte delle molte cose successe negli ultimi giorni nel mondo politico, provo a buttare giù due righe. Non ho la pretesa di dire verità assolute, o di essere esaustivo…è solo un tentativo, magari disordinato, di pensarci un po’ su, andando a recuperare alcuni protagonisti o no di quanto  accaduto. Sapendo che già in molti hanno scruitto, e meglio, di questi argomenti. Continua..

Accadono cose che sono una domanda (7-5)

immagine: splinder.com

Accadono cose che sono come domanda; passano anni, oppure un minuto, e la vita risponde. O almeno così scriveva Alessandro Baricco nel suo Castelli di Rabbia. Capita così che, in un lunedì di maggio finalmente primaverile, ci si trovi in un gruppetto di giovani (sotto i 40 anni) tra Chiari, Castelcovati e Rudiano si ritrovi per cercare di capire un po’ meglio come essere cittadini responsabili. Continua..

Qualcosa di completamente diverso

immagine: amazon.com

Ogni tanto mi piace anche mettermi a giocare col blog. Giusto per cambiare sto sperimentando un aspetto diverso…ho anche messo un piccolo sondaggio qui a lato…che ne dite?

In politica occorre (valgono fino a 3 risposte)

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giorni della merla

giorni della merla

immagine: flickr.com/images/capannelle

In questi giorni mi sono divertito molto a raccontare ai miei alunni la storia dei “giorni della merla”, che spiega sia perché gennaio ha 31 giorni, sia perché i merli sono neri. In sintesi: una volta ne aveva 28, anche se una tradizione bresciana parla di 29; in un inverno particolarmente mite una merla si prese gioco del mese di gennaio ormai alla fine e questi chiese tre giorni a febbraio, facendoli diventare freddissimi. La merla e i suoi pulcini furono costretti a rifugiarsi in un comignolo, da cui emersero completamente neri per la fuliggine.
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io e la censura

Resto impegnato un paio di giorni tra lavoro e altre attività (come Microeditoria e collaborazioni varie) e non ho tempo di andare a leggere il blog…e subito succedono un sacco di cose. Provo a fare chiarezza su un paio di avvenimenti. Partendo dalla fine.

Questi sono i due commenti più recenti che ho ricevuto:

deluso

Mi hai veramente deluso Paolo. Da te non me l’aspettavo. Chiamarla censura o altro non ha importanza. Ma se non vuoi che la gente commenti ciò che scrivi o discussioni nate da ciò che scrivi allora è meglio che chiudi questo sito. Delusione. Da uno come te non me lo sarei aspettato. Tante parole buttate al vento così. Uno che si è sempre battuto per i commenti liberi, per esprimere la sua opinione, idee liberali o altre mille belle parole. Delusione. Perdi veramente punti.

Karmalaa

D’accordo con Deluso. Hai fatto una cosa triste, la stessa cosa che ha fatto Mastella nel suo Blog. Non me l’aspettavo. Fossi coerente, quantomeno, toglieresti TUTTI I COMMENTI di TUTTI GLI UTENTI. Mi aspetto che ciò che hai cancellato venga ripristinato. Anche delle scuse sarebbero gradite.

Perché?
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Natura naturans e natura s-naturata


foto: istitutoveneto.it

Due chiarimenti: non ho mai amato i concertoni “per” qualcosa…un po’ perché in effetti spesso “bruciano” più risorse (economiche o di altro genere) dei benefici che danno, un po’ perché mi chiedo quanto in effetti servano da pungolo alle coscienze una volta spenti riflettori e microfoni.

In secondo luogo: non sono uno che ama seguire le teorie disfattiste. Solo non credo bastino due giorni di pioggia non tanto per rimettere fiumi e laghi la loro livello, ma per invertire il fenomeno del ritiro dei ghiacciai (che poi credo sia la differenza tra chi guarda appena al di là del proprio naso e chi guarda un po’ più lontano..magari non riuscendo a capire tutto, ma almeno si sforza).Ecco che allora faccio una cosa strana per me: prendo e copio tre interventi sullo stesso argomento….tre interventi che mi hanno lasciato qualche perplessità Continua..