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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per la tag 'ci sono anche gli altri'

Chiari e quelle borse di studio non per tutti (pubblicato il 10-3)

immagine: sassuolo2000.it

Aveva generato non poche polemiche la scelta, in alcuni comuni della provincia, di attribuire i premi all’eccellenza scolastica solo ai cittadini italiani. E. dopo le polemiche, non sono mancati i vari ricorsi contro questi bandi. Nel caso di Chiari il ricorso è stato accolto (ben due volte) e il Comune è stato invitato a riproporre il bando, stavolta senza la necessaria condizione della cittadinanza italiana, e a far pubblicare le motivazioni della sentenza su un quotidiano. In più ci saranno i circa 3500 euro di spese processuali da pagare. Continua..

Per chi faceva e fa fatica

Ho inserito nuovamente un video in un vecchio post (basta seguire il link)

E già che ci sono ne metto anche un altro

Un piccolo augurio per Natale

Per gli auguri prendo spunto da Rodari, stavolta in un racconto rivisto da Piumini. Un racconto che ha tre finali: sta a noi scegliere quello che ci sembra il migliore. È un po’quello che ci succede ogni anno con il Natale: tocca a noi decidere che senso dargli, con che spirito viverlo.
Questa ricerca ci rende forse un po’ più simili a quelle persone che, poco più di duemila anni fa, nella notte cercarono e trovarono una luce…

“Allarme nel presepio” di Gianni Rodari

Una volta, mancava poco a Natale, un bambino fece il suo presepio. Preparò le montagne di cartapesta, il cielo di carta da zucchero, il laghetto di vetro, la capanna con sopra la stella. Dispose con fantasia le statuine, levandole una per una dalla scatola in cui le aveva riposte l’anno prima. E dopo che le ebbe collocate qua e là, al loro posto – i pastori e le pecore sul muschio, i re Magi sulla montagna, la vecchina delle caldarroste presso il sentiero – gli sembrò che fossero poche. Restavano troppi spazi vuoti. Che fare? Era troppo tardi per uscire a comprare altre statuine, e del resto lui di soldi non ne aveva tanti… Continua..

Il caldo di agosto (da La Voce del Popolo)

L’editoriale di don Adriano Bianchi su La voce del Popolo del 28 agosto

immagine: blogspot.com

Sarà la morsa del caldo agostano che ha colpito un po’ tutti, sarà che i giornali non sanno come riempire le pagine, sarà che le ferie si prestano maggiormente ad aprire polemiche inutili e sterili, sta di fatto che, nelle ultime settimane, abbiamo assistito a qualche abbaglio e a qualche uscita di troppo su temi, purtroppo tutti molto seri, trattati, a mio parere, solo ad uso e consumo delle chiacchiere da spiaggia.
Li ripercorro per chiarirmi le idee, per farmi un’opinione, ma soprattutto per sottolineare come spesso siamo in balia di una regia che ama solo “dirigere il consenso” e sollecitare i pruriti più bassi della gente.
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Avvenire: Chi non vuol vedere e chi muore

L’editoriale di Avvenire di oggi. La legge del mare impone di aiutare chiunque si trovi in difficoltà. Poi, a terra, ci devono pensare le altre leggi.

porta d'europa lampedusa

la Porta d’Europa di Lampedusa
immagine: alternativagiovani.it

SULLE ROTTE DEI DISPERATI
CHI NON VUOLE VEDERE E CHI MUORE
MARINA CORRADI
Sono arrivati in cinque. Erano ische­­letriti, cotti dal sole che martella, in agosto, sul canale di Sicilia. Ma il bar­cone, era grande: ce ne stipano ottanta, i trafficanti in Libia, di migranti, su bar­che così. Affastellati uno sull’altro co­me bidoni, schiena a schiena, gli ultimi seduti sui bordi, i piedi che penzolano sull’acqua. E dunque quel barcone vuo­to, con cinque naufraghi appena, è sta­to il segno della tragedia. Laggiù a 12 miglia da Lampedusa, ai margini estre­mi dell’Europa, un relitto di fantasmi.
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“Fate volare palloncini verdi nel cielo di tutto il mondo” (da Repubblica del 26-6-2009)

Fatemeh Karimi è una studentessa iraniana che, come tanti altri, sta vivendo questi giorni di paura, rabbia ed emozioni. Giorno per giorno, riferisce quello che vede e sente, quello che vedono e sentono i suoi amici. Fatemeh aveva cominciato il suo racconto sul sito “AgendaComunicazione.it” che da tempo si occupa di comunicazione. La sua voce è stata accolta anche su Repubblica.it per ampliarne la portata.
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Frammenti da “Brescia e gli altri” di Gianni Rocco

“Qui dove i bambini muoiono di paura” Intervista al parroco di Gaza (InchiostrOnline)

Personalmente mi ha colpito molto l’immagine della guerra come un libro

immagine: unisob.na.it

L’assedio militare israeliano a Gaza, dal 27 gennaio a oggi, ha causato oltre 700 vittime tra la popolazione palestinese e secondo una stima delle Nazioni Unite almeno 200 di queste sono bambini. Padre Manwel Musallam unico prete cattolico rimasto nella Striscia di Gaza e preside della scuola cristiana della Sacra Famiglia a Gaza City, racconta in prima persona il dramma di due suoi studenti morti a causa del conflitto e di come la popolazione civile vive sotto i continui bombardamenti.
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FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!

Condivido, sostengo e posto il seguente appello di Pax Christi girato da Daniela Mena e già postato su jordigalbiati

immagine: alternativenews.org

Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice”. P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 27 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.

A voi, capi politici e militari israeliani,
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Gaza, fine 2008

immagine: asianews.it

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht (Germania, 1898-1956)

E proprio perché l’uomo può pensare (cosa che, in un’ottica che riprenderò più avanti, lo avvicina a Dio), voglio provare a riorganizzare due pensieri su quello che sta accadendo nella striscia di Gaza
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