cinque anni di guerra in Iraq

vignetta di Mauro Biani
immagine:maurobiani.splinder.com
dopo cinque anni di una guerra che era stata dichiarata vinta trascorsa pochi mesi, una guerra con altissimi costi di vite umane (soprattutto tra civili, ma dove sono morti anche più americani che nell’attacco dell’11 settembre), una guerra che ha portato al tracollo l’economia mondiale, ha fatto diventare l’Iraq una fucina di terroristi (cosa che non era), ha diviso un paese facendo scoppiare tutte le sue contraddizioni… Continua”la ragione dispersa nel vento”

La protesta di Lhasa (Tibet)
immagine: Repubblica.it
Tre veloci considerazioni sulla giornata di oggi e più in generale, su questi giorni:
- oggi è la giornata della memoria contro le vittime della mafia. In centomila si sono ritrovati a Bari, per quello che è stato un bellissimo segnale di speranza. Un segnale che rischia di essere solo un segnale senza la solidarietà e l’impegno di tutti gli altri Italiani, per mettere da parte tutte le mafie, quella con la lupara come quella con il doppiopetto…perché, da solo, ammetto che non so quanto avrei voglia di fare l’eroe se il mafioso di turno, anche senza minacciarmi, venisse lì a dirmi “certo che tua figlia è cresciuta…è diventata proprio una bella ragazza...”.
Continua”mafie, politica, tibet…e forse ancora qualcosa”

Libre di Jean Michel Folon
immagine:folon-art.com
Non voglio mettermi a fare confronti. Solo provo a notare alcune differenze. A Castrezzato ci sono circa 6mila abitanti. A Chiari 18mila. A Castrezzato sabato scorso c’è stata la marcia della pace. A Chiari è stata domenica 27. A Castrezzato l’hanno fatta il sabato sera. A Chiari la domenica pomeriggio. A Castrezzato c’erano oltre 500 persone. A Chiari 150. Continua”Due diverse iniziative dedicate alla pace (6-2)”

La torre di Babele in un dipinto di Pieter Bruegel del 1563
fonte: wikimedia.org
Periodo, questo, perso tra memoria e ricordo. Provo a spiegarmi meglio: domenica scorsa è stata la “giornata della memoria”, nel ricordo della Shoah, dell’eccidio di milioni di Ebrei nei campi di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale. il 10 febbraio,, invece, sarà la giornata del ricordo, per non dimenticare tutti gli Italiani che hanno trovato la morte nelle foibe istriane. Due tragedie, seppur di diverse proporzioni, che fanno parte della nostra storia. Due tragedie che i nostri ragazzi devono conoscere. Continua”Ricordare, ma senza sventolare le bandiere (30-1)”

L’ingresso del campo di Auschwitz
immagine: pinker.wjh.harvard.edu
Il ghetto di Terezin durante la seconda guerra mondiale fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia. Fu costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del cosiddetto “Protettorato di Boemia e Moravia”, istituito dai nazisti dopo l’occupazione della Cecoslovacchia, prima che gli stessi venissero deportati nei campi di sterminio nei territori orientali. Più tardi vi furono deportati anche gli ebrei della Germania, Austria, Olanda e Danimarca. Nel periodo in cui durò il ghetto - dal 24 novembre 1941 fino alla liberazione avvenuta l’8 maggio 1945 - passarono per lo stesso 140.000 prigionieri. Proprio a Terezin perirono circa 35.000 detenuti. Degli 87.000 prigionieri deportati a Est, dopo la guerra fecero ritorno solo 3.097 persone.
Continua”27 gennaio”

immagine: sestaluna. com
disegno di Mauro Biani
Ultimamente a Chiari (ma non solo a Chiari) ne sono successe di cose riguardo ai nomadi. Di qualcosa ho già parlato negli scorsi interventi. Della ricostruzione della storia nel campo nomadi clarense ne parla un link qui a fianco. Di uno spettacolo che “non s’ha da fare” devo ancora capire un po’ di cose. Di vicende nazionali ce ne sarebbero da raccontare a vicende, con i nomadi come protagonisti negativi o come carpi espiatori (non giustifico a priori…). Faccio, o meglio lancio, invece una piccola riflessione, condividendo le righe di una nota del SIR (Servizio Informativo Religioso, un’agenzia di stampa cattolica, che collabora con l’ufficio Scuola della Diocesi di Brescia) di circa un mese fa.
Ecco il testo:
Continua”Abbattere il muro”
Babbo Natale va da tutti i bimbi buoni

immagine: maurobiani.splinder.com
(è un’idea di Mauro anche il titolo sopra l’immagine)
E’ da un po’ che non scrivo…diciamo che prima dovevo dirmi alcune cose, chiarire un po’ meglio un sacco di cose che mi frullano in testa e rivedere alcuni modi di relazionarmi con gli altri. riprendo a scrivere giusto per Natale, prendendo ispirazione Da Mauro Biani e dai suoi auguri pensando ai bambini che vivono in condizione di guerra (e fu don Piero il primo a parlarmi delle guerre del mondo…10,20, 60…comunque sempre troppe) Continua”Aspettando Natale”

foto: Pf
Sabato scorso, con alcuni amici, sono stato al secondo appuntamento della rassegna “suoni e ombre” presso la Chiesa di San Giovanni, a Brescia. Nel concerto, dal titolo “bianco e nero” si sono esibiti un fisarmonicista e una violinista. Lui è bresciano, lei rumena. Continua”La musica e il gioco abbattono le barriere (21-11)”

Vladimir Tatlin, modello per il monumento per la Terza Internazionale
fonte:jacketmagazine.com
Il 7 novembre è il giorno della Rivoluzione d’ottobre. Ottobre solo perché in Russia si usava il calendario Giuliano e non quello Gregoriano. Ma nel resto del mondo, quando in Russia scoppiò la rivoluzione d’Ottobre, era Novembre.
Continua”la rivoluzione cancellata”

immagine:cg2000.it
Don Piero è un caro amico. Sopo essere rimasto a chiari per molti anni ed essersi impegnato per dare una “casa” ai giovani e uno spazio per sognare. è andato in Mozambico. Anche Beppe è un amico, e dopo aver aiutato don Piero a Chiari ha deciso di seguirlo in missione, ora che le sue due (bellissime) figlie hanno “lasciato il nido” e messo su famiglia.
Ora è Beppe che scrive. questo è uno stralcio di una lettera che ha inviato il 2 novembre alla Fraternità di Ospitaletto.
Ci sono un paio di proposte interessanti, per aiutare la missione. Abbiamo, in questa missione:
1). una parrocchia con tutte le sue attività catechetico-pastorali.
2). un centro di formazione professionale:
- corso di cucito e ricamo
- corso base di computer ( con otto computer )
- corso di falegnameria con annessa una piccola falegnameria
3). una grande campagna che non produce purtroppo.
Continua”qualcosa di concreto…”