Archivio per la tag 'di me e d’altro'
Impressioni di settembre
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Il mio amico Fab’, grande scrittore che ha scelto di fare lo scienziato e che cito nel pezzo con Gibì, un folletto a metà tra Capossela e Tom Waits, la definirebbe una “prosa per il culo”. Tanto più che c’è anche il messaggio nascosto…
Ho spesso provato a sognare con gli
occhi aperti, per quanto ci riesca, senza
trovare la forza o il
ricordo di un orizzonte più
esteso, di un
nuovo modo di iniziare a cercare.
Troppo in passato ho
usato male il mio tempo,
non ho provato ad andare
avanti con un po’ di coraggio,
nascosto com’ero
nella mia supposizione che chi avevo
intorno non fosse al mio
stesso livello.
Oggi so che allora sbagliavo, che
non riuscivo a cogliere quello che
ognuno ha di bello e speciale.
Già, facile a dirsi, ma
ricordo gli imbarazzi
avuti quando anni fa
sostenevo di aver letto, o
soltanto spulciato, libri di
originali pensatori in realtà mai esistiti,
scherzo feroce di un paio di amici,
unici e veri, che
dal piedistallo volevano farmi tornare
a terra, al mondo reale.
Tempo passato, che sento ancora presente,
oggi che, alla fine di questa
estate, provo a trovare
voce e parole per
esprimere con scarabocchi e
righe disordinate su un foglio di carta
gli ultimi istanti, così
illusi e aggrovigliati, di quello che
non sono e che vorrei, semplicemente,
essere.
Confessioni d’agosto
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immagine di Nucoletta Ceccoli
da: flashfumetto.it
Mi piacciono:
le donne con i capelli lunghi
Continua..
attraversare la strada…ma dai
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immagine: flickr
Ieri mattina, andando a scuola, una bambina di prima mi ha preso la mano e mi ha fatto attraversare la strada. Ho cominciato la settimana con u sorriso.

Il popolo dei senza cravatta (1999)
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C’è un po’ di Durrenmatt qui dentro
Camminavo in silenzio nella notte. Ero solo. Mi sentivo solo. Avevo paura. Di essere solo. Di me. Faceva freddo. Non si sentiva nessun rumore. Nessun rumore intorno a me. Nessuno. Non c’era la luna. Non c’erano le stelle. Faceva freddo. Un ammasso scuro in lontananza. Mi avvicinai. Era una cassa. Di legno. Guardai dentro. C’era un uomo. Il volto ceruleo. Gli occhi infossati. Respirava appena. Lo guardai meglio. Ero io. Vidi un pugnale. Lo presi. Glielo conficcai nel cuore. Non gridò. Il petto macchiato di sangue. Sangue dalla bocca. Smise di respirare. Me ne andai. In silenzio. Non sopportavo di vedermi con la cravatta.
Gli auguri più tardi
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adesso uno sfogo personale…ogni tanto ci vuole

immagine: icostanti-verona.it
Sono stufo.
Continua..
Della menta e dello stambecco
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immagine: lugge.wdfiles.com
Abitare in aperta campagna ha i suoi vantaggi, come il fatto di non avere problemi di traffico, o di vicinato molesto. Di contro c’è un contadino che più o meno regolarmente, quando taglia i rami delle piante ai margini del suo campo, recide anche i fili telefonici che arrivano a casa mia.E’ già successo più di una volta. e poi c’è il problema dei fulmini: con una certa frequenza mi arrivano delle “sberle” elettriche non indifferenti…e ogni tanto mi creano danni al computer. Continua..
In bocca al lupo
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immagine: lannaronca.it
Domani parto per Roma. Per alcune lezioni e un esame. Forse due. Mi hanno detto «in bocca al lupo». Ho risposto «Gli venga un po’ di mal di pancia». «Perché?» «Perché se muore poi cosa ci metto nelle fiabe che racconto?». Risultato: una sonora risata e la promessa di far leggere o raccontare qualcosa in un futuro molto prossimo. O di inventare qualcosa ul momento, Magari proprio sull’essere “in bocca al lupo”, magari per augurare buona fortuna a una ragazza che sorride per i suoi studi, o per augurare ad un’amica da cui mi sono un po’ allontanato (per colpa mia) di continuare a sorridere…e a farmi riflettere.
Cose che già adesso, ascoltando “little Tango” suonato da Michel Portal e Richard Galliano, posso fare con queste righe. Che forse leggeranno, forse no.
Un abbraccio.
Di più non posso darti
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Al massimo posso giusto provare a fare una rana con la carta o un cagnolino con i palloncini. O proprio proprio rendermi disponibile a ripassare Kant. E, ogni tanto, alzarmi alle 5 per veder partire i treni.
Pamplona
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San Firmino, da Wikipedia
Adesso qualche giorno a Pamplona. Ci rileggiamo da mercoldì.
Tra Chagall e Salinas
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Il 7 luglio ricorreva l’anniversario della nascita

March Chagall, “Innamorati al chiaro di luna”
immagine:webalice.it
E già che sono del giusto umore, ancora qualcosa di intimista