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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per la tag 'genitori'

I genitori laici e il Santo Natale (dal Corriere del 28-11)

Processi inutili a presepe e angeli.  Meglio abbandonarsi ai riti


immagine: thebricktestament.com

Genitori che entrate in chiesa solo per matrimoni o occasioni meno felici, padri agnostici ancora colti dall’ imbarazzo ogni (rara) volta che vi tocca scambiare un segno di pace, madri scettiche incapaci di alzarvi e sedervi al momento giusto se non imbeccate dal prete: smettetela di preoccuparvi e imparate ad amare il Santo Natale. D’ ora in poi e fino al 6 gennaio compreso i vostri bambini – in classe, nelle recite, in tv – saranno improvvisamente esposti a storie di angeli, asinelli, re magi, paternità putativa e natività. Vi faranno domande, alle quali saprete rispondere ancora meno del solito perché avete puntato su musica e tennis ma non religione. Allora, glissare su Gesù Bambino valorizzando un Babbo Natale suppostamente pagano? Abolire il presepe a favore dell’ albero? Stratagemmi consunti da anni Settanta. Meglio forse ingoiare il rospo di una benevola ipocrisia da età adulta, e accettare il pacchetto completo. Continua..

Messori, don Luca e il mistero della fede (pubblicato il 17-6)

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Foto di Rosanna Agostini

Mi è successo, recentemente, di intervistare Vittorio Messori, il celebre giornalista e scrittore cattolico, autore di quella “Ipotesi su Gesù” che in Italia ha venduto meno solo de “Il nome della rosa”e di “don Camillo”. Vero è che l’intervista si è svolta in un contesto alquanto inusuale (il centro commerciale “Le acciaierie” di Cortenuova, in provincia di Bergamo), ma non per questo la chiacchierata è stata meno interessante del previsto. In particolare Messori ha raccontato di come la sua vita sia cambiata e di come abbia capito che non si può essere cristiani senza far parte della Chiesa. Continua..

Elezioni 2009 a Chiari – programma di governo di Sandro Mazzatorta

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Il nostro Programma amministrativo per il quinquennio 2009-2014, formulato ai sensi del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, si pone in perfetta linea di continuità con il lavoro svolto nel mandato 2004-2009. La nostra Chiari, oggi, è molto diversa rispetto a quella che abbiamo ereditato nel 2004. La Chiari di oggi ha ritrovato il senso di essere Città, comunità viva e partecipe e non invece un mero agglomerato urbano privo di personalità. Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti. Ora intendiamo proseguire con determinazione e passione a consolidare il cambiamento effettuato e a procedere verso un futuro fatto di nuovi progetti e nuovi obiettivi nell’interesse della nostra Comunità.

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Le famiglie italiane bocciano il Maestro Unico?


immagine; insardegna.eu

Alle famiglie italiane non piace il Maestro Unico o prevalente che dir si voglia.

Leggendo  i dati forniti dal ministero relativi alle richieste delle iscrizioni alla scuola elementare per il prossimo anno scolastico si nota infatti una evidente bocciatura del modello del maestro unico.

In base al campione analizzato (circa 900 scuole rappresentative distribuite in tutto il territorio nazionale) il 3% delle famiglie italiane ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40.

Facendo due conti, il 90% delle famiglie richiede più tempo scuola.

I modelli a tempo corto (24-27 ore al massimo) pensati appositamente per il maestro unico non sono in grado  di soddisfare le esigenze dei genitori. Che non fossero ing rado di soddisfare queste esigenze dal punto di vista didattico-educativo lo pensavano in tanti (me compreso)Ora sembra che non siano nemmeno in grado di soddisfare le esigenze di organizzazione della vita familiare.

i bambini non si possono ridurre ad un voto (21-1)

immagine: units.it

Ci sono dei momenti che scandiscono i ritmi quotidiani, settimanali, mensili o perfino annuali; piccoli gesti o grandi eventi che hanno una loro profonda ritualità, tempi e regole specifici, sia che si tratti del caffè dopo pranzo o della dichiarazione dei redditi. O, in ambito scolastico, degli scrutini, di quel momento, cioè, in cui gli insegnanti si trovano tra di loro e decidono che valutazioni mettere sulle pagelle degli alunni. Continua..

Manuel, i blog e la “libertà” d’espressione (pubblicato il 14-1)

immagine: voltairenet.org

Sinceramente ero tentato di scrivere qualcosa sulla neve che, caduta la settimana scorsa, mi ha “costretto” a prolungare di un giorno le vacanze di Natale. Oppure sui miei alunni, che un molti casi hanno davvero costruito dei bellissimi pupazzi di neve con i loro genitori. Ero tentato di scrivere queste cose, fino ad una mezz’oretta fa. Poi sono andato a fare un salto sul blog di Manuel, un amico, genitore e padre di famiglia, con cui ho più volte ragionato su cosa va e cosa non va a Chiari. Continua..

Compito delle vacanze: un pupazzo di neve (pubblicato il 7-1)

Stamattina la Scuola di Castelcovati è rimasta chiusa..lo chiederò ai miei alunni domani.

immagine: wikimedia.org

Voglio provare a fare un esperimento, oggi che è il primo giorno di scuola del 2009. Prima delle vacanze ho dato alcuni compiti ai miei alunni. Agli alunni delle 11 classi che, in quel di Castelcovati, mi hanno come insegnante di religione, ho raccomandato di ripassare il lavoro fatto fino ad ora e di sistemare il quaderno, A quello più grandi ho anche affidato una piccola ricerca. Ho però anche, più scherzosamente, consigliato di godersi le vacanza, di riposarsi e di provare passare del tempo con i genitori. In queste vacanze, poi, Continua..

Non si può riformare la scuola per decreto (pubblicato il 22-10)

immagine: spoletonline.com

Capita che molto spesso appaia in televisione il volto sorridente e occhialuto della ministra bresciana Maria stella Gelmini per rassicurarci sulla scuola che verrà e per dire che chi denigra la sua riforma non ha capito niente. Capita poi che gli insegnanti, che dentro la scuola ci sono, abbiano, al di là della difesa del posto di lavoro, l’idea di come cambierà la scuola con questa riforma, e si accorgano che in realtà di questi cambiamenti non si parla. Capita poi che i genitori, un po’ guardando la Gelimini in tv e un po’ chiedendo agli insegnanti, non ci capiscano quasi più niente. E capita allora che vogliano capirci un po’ di più. Continua..

Divieto d’accesso

immagine: maze.it

Abbiamo paura. Sempre di più. Paura del diverso. Paura di chi non è come noi. Certo, in questo fa la sua (grossa) parte anche il rimbambimento mediatico a cui siamo continuante sottoposi. I telegiornali che enfatizzano notizie di furti, aggressioni e rapimenti, Soprattutto se gli autori sono Extracomunitari. O Rumeni. O Rom (sottoposti a una sorta di Progrom, in quel di Napoli).
Paura che non ci fa uscire dalle case, che ci fa rimanere chiusi nei nostri gusci, che mina le nostre relazioni sociali. La stessa para che non ci fa uscire la sera e che, rintanati nelle nostre case, ci fa dire che fuori, nelle strade, ci sono solo “quelli là” che, in molti casi, hanno la sola colpa di vivere gli spazi cittadini in modo diverso.
Ma la paura, si sa, aiuta anche a guidare, a indirizzare, a fare scelte “popolari”: basta saperla gestire. E’ quello che Stefano Benni scriveva in Elianto nel 1996:

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Accadono cose che sono una domanda (7-5)

immagine: splinder.com

Accadono cose che sono come domanda; passano anni, oppure un minuto, e la vita risponde. O almeno così scriveva Alessandro Baricco nel suo Castelli di Rabbia. Capita così che, in un lunedì di maggio finalmente primaverile, ci si trovi in un gruppetto di giovani (sotto i 40 anni) tra Chiari, Castelcovati e Rudiano si ritrovi per cercare di capire un po’ meglio come essere cittadini responsabili. Continua..