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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per la tag 'guerra'

Avvenire: Chi non vuol vedere e chi muore

L’editoriale di Avvenire di oggi. La legge del mare impone di aiutare chiunque si trovi in difficoltà. Poi, a terra, ci devono pensare le altre leggi.

porta d'europa lampedusa

la Porta d’Europa di Lampedusa
immagine: alternativagiovani.it

SULLE ROTTE DEI DISPERATI
CHI NON VUOLE VEDERE E CHI MUORE
MARINA CORRADI
Sono arrivati in cinque. Erano ische­­letriti, cotti dal sole che martella, in agosto, sul canale di Sicilia. Ma il bar­cone, era grande: ce ne stipano ottanta, i trafficanti in Libia, di migranti, su bar­che così. Affastellati uno sull’altro co­me bidoni, schiena a schiena, gli ultimi seduti sui bordi, i piedi che penzolano sull’acqua. E dunque quel barcone vuo­to, con cinque naufraghi appena, è sta­to il segno della tragedia. Laggiù a 12 miglia da Lampedusa, ai margini estre­mi dell’Europa, un relitto di fantasmi.
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40 anni fa, la luna


Le Voiyage dans la Lune, di George Méliès, narrato da Madeleine Malthête-Méliès

un sogno che si realizzava

l’esito di una guerra tecnologica tra due superpotenze

un piccolo passo che forse è stato piccolo davvero

…pensando alle paure e ai drammi di quarant’anni dopo.

Emergenza senza fine in Zimbawe

immagine: blogo.it

Continua la crisi dello Zimbawe. Oggi sul Times – mentre c’è poco sui media di casa nostra – è riportato un documento del WHO in cui viene indicato il numero di contagiati previsto nei prossimi mesi per l’epidemia di colera che sta devastando il paese .

Il “worst case scenario” previsto dalle Nazioni Unite si è gia ampiamente verificato, con i 60mila contagiati stimati nel mese di dicembre, ma la previsione è che la cifra raddoppi nei prossimi di mesi, mentre l’epidemia si muove dalla città verso le campagne. e i morti sono più di 3100

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Flon-Flon e Musetta, che portano la pace (pubblicato il 28-1)

Ancora sulla giornata della Memoria


immagine: scuola.provincia.ps.it

Se davvero agli insegnanti sta a  cuore aiutare gli alunni a crescere, non solo dando loro nozioni, ma anche accompagnandoli dal punto di vista umano (e, nonostante alcune eccezioni, nella mia breve esperienza d’insegnamento ne ho incontrati molti di colleghi così), quella del 27 gennaio, Giornata della Memoria, è una data che non può passare inosservata. Anche con i più piccoli. Continua..

25 marzo 1999

immagine: wikimedia.org

Era il 24 marzo 1999. il giorno dell’inizio dei bombardamenti da parte delle forze NATO (operazione Allied Force)contro la Jugoslavia per porre fine alla repressione della minoranza albanese in Kosovo voluta dal presidente nazionalista serbo Slobodan Milosevic.Ero in seminario allora. Ricordo che quel giorno c’era stata la messa con il Vescovo. e ricordo che invece di mettermi in fila per baciargli l’anello, ero corso a guardare la televisione, per vedere i caccia partire da Aviano. Ricordo che con me c’erano Beppe e Gigi, tutti e due poi usciti dal seminario. Ricordo, prima e dopo quel giorno, le notti passate ad ascoltare Radio Popolare; prima per sentire delle barbarie perpetrate dai Serbi, dopo per conoscere l’orrore dei bombardamenti. Ricordo la bandiera della pace appesa alla finestra…era il 1999 allora, ben prima che sulla bandiera cominciassero le strumentalizzazioni politiche. ricordo che avevo 21 anni, la testa piena di citazioni e di begli ideali e la convinzione che ci potesse essere un mondo diverso, migliore. Ricordo quello che provavo e quello che volevo dire, e ricordo che non è molto diverso da quello che vorrei dire adesso su Gaza, forse solo con meno ingenuità, se decidessi di adattare, di riprendere in mano quello che avevo scritto allora. E non è detto che non lo faccia. Ricordo che accesi il computer e scrissi questa

Lettera al presidente americano, a quello serbo, al segretario generale della Nato e a chiunque possa essere interessato

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“Qui dove i bambini muoiono di paura” Intervista al parroco di Gaza (InchiostrOnline)

Personalmente mi ha colpito molto l’immagine della guerra come un libro

immagine: unisob.na.it

L’assedio militare israeliano a Gaza, dal 27 gennaio a oggi, ha causato oltre 700 vittime tra la popolazione palestinese e secondo una stima delle Nazioni Unite almeno 200 di queste sono bambini. Padre Manwel Musallam unico prete cattolico rimasto nella Striscia di Gaza e preside della scuola cristiana della Sacra Famiglia a Gaza City, racconta in prima persona il dramma di due suoi studenti morti a causa del conflitto e di come la popolazione civile vive sotto i continui bombardamenti.
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Numeri e idee

Ancora un paio di “voci ” sulla situazione nella striscia di Gaza, adesso che è cominciata l’offensiva di terra.

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FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!

Condivido, sostengo e posto il seguente appello di Pax Christi girato da Daniela Mena e già postato su jordigalbiati

immagine: alternativenews.org

Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice”. P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 27 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.

A voi, capi politici e militari israeliani,
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Gaza, fine 2008

immagine: asianews.it

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht (Germania, 1898-1956)

E proprio perché l’uomo può pensare (cosa che, in un’ottica che riprenderò più avanti, lo avvicina a Dio), voglio provare a riorganizzare due pensieri su quello che sta accadendo nella striscia di Gaza
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Botti di fine anno (da lelecorvi.com)

…e a breve un paio di considerazioni più o meno personali