Striiip - anomalie italiane

(cliccare sulla strip per ingrandirla)
questo è quello che ho trovato sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione:
Regolamento del concorso per la migliore vignetta anti-Brunetta
Righe sparse su Piazza Navona, Moretti, Carfagna, Europa e il PD

un’immagine di Ecce Bombo, da Wikipedia
A fronte delle molte cose successe negli ultimi giorni nel mondo politico, provo a buttare giù due righe. Non ho la pretesa di dire verità assolute, o di essere esaustivo…è solo un tentativo, magari disordinato, di pensarci un po’ su, andando a recuperare alcuni protagonisti o no di quanto accaduto. Sapendo che già in molti hanno scruitto, e meglio, di questi argomenti. ( Continua … )
Ingrid Betancourt libera

immagine: flickr.com
Era ed è un simbolo di opposizione ad un sistema basato sulla corruzione. E sono d’accordo con Mauro Biani nel dire che finalmente felici per la liberazione di Ingrid Betancourt, ci viene voglia di capire meglio la Colombia. E proprio sulla liberazione della Betancourt e sulla Colombia, c’è un post di Gennaro Carotenuto (di seguito ne riporto la prima parte) che vale più di 12 ore consecutive di telegiornali sull’argomento.
( Continua … )
Il coraggio della memoria?
documentario sull’estremista di destra
Sarà che nel mio soggiorno a Roma ho avuto a che fare con al realtà di Casa Pound, sarà che ieri sera sono andato a vedere uno spettacolo di Moni Ovadia che velocemente ripercorreva, attraverso gli occhi degli ebrei, la storia dell’Unione Sovietica (dimostrando che tante affermazioni di vulgata odierne, come quelle che mettono Lenin e Stalin sullo stesso piano, sono inesatte), fatto sta che mi è prepotentemente tornata a galla quella questione della memoria. Mi spiego: ( Continua … )
Memento

immagine: intersezioni.awardspace.com
Alla fine non so come né perché, ma ha saputo dire cose che tratteggiano perfettamente l’Italia di oggi, a oltre trent’anni dalla sua morte.
Queste parole suonano come un epitaffio amarissimo e rassegnato che Pasolini scrive per se stesso nel 1975, pochi mesi prima di morire. ( Continua … )
Divieto d’accesso

immagine: maze.it
Abbiamo paura. Sempre di più. Paura del diverso. Paura di chi non è come noi. Certo, in questo fa la sua (grossa) parte anche il rimbambimento mediatico a cui siamo continuante sottoposi. I telegiornali che enfatizzano notizie di furti, aggressioni e rapimenti, Soprattutto se gli autori sono Extracomunitari. O Rumeni. O Rom (sottoposti a una sorta di Progrom, in quel di Napoli).
Paura che non ci fa uscire dalle case, che ci fa rimanere chiusi nei nostri gusci, che mina le nostre relazioni sociali. La stessa para che non ci fa uscire la sera e che, rintanati nelle nostre case, ci fa dire che fuori, nelle strade, ci sono solo “quelli là” che, in molti casi, hanno la sola colpa di vivere gli spazi cittadini in modo diverso.
Ma la paura, si sa, aiuta anche a guidare, a indirizzare, a fare scelte “popolari”: basta saperla gestire. E’ quello che Stefano Benni scriveva in Elianto nel 1996:
9 maggio

il ritrovamento del corpo di Aldo Moro
immagine: wikimedia.org
Viviamo oggi il “giorno della memoria” per le vittime del terrorismo, istituito dalla legge n.56 del 4 maggio 2007. e, su questa giornata, vorrei dire giusto un paio di cose. ( Continua … )
1 maggio: una scommessa e troppi…

le vecchie 50 lire
immagine: lemonete.com
Giornata dedicata alla festa dei lavoratori. Con particolare attenzione a quei lavoratori (troppi, praticamente 4 al giorno) che sul posto di lavoro ci lasciano le penne. O a quelli (sempre troppi) che sul lavorano rischiano gravi infortuni, in molti casi permanenti. e pensando anche a quelli (ancora troppi) che, in tutto il mondo, ma anche in Italia, vengono sfruttati, lavorando in condizioni inumane. Ricordando anche gli schiavi moderni (beh, troppi) che lavorano solo con contratti capestro (ex CoCoCo & Co), che non assicurano un futuro. E quelli (sì, troppi anche quelli) che sono fuori dal mondo del lavoro, o perché non riescono ad entrarci, o perché le delocalizzazioni, i piani di risanamento, le esternalizzazioni li lasciano a casa. Magari con una famiglia da portare avanti.

