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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per la tag 'innocenti'

Piazza Loggia: 35 anni e ancora nessun colpevole

Intanto a Brescia è in corso il terzo processo.

È importante continuare a ricordare quella che stata probabilmente la pagina più buia dell’ultimo secolo della nostra città. Cliccando su parlabrescia.it potrete trovare i contributi per una ricostruzione storica di quanto accaduto da parte di Carlo Lucarelli,  scrittore noir e conduttore televisivo della trasmissione Blunotte, e di Manlio Milani, Presidente dell’associazione “Familiari delle vittime di Piazza Loggia”.

25 marzo 1999

immagine: wikimedia.org

Era il 24 marzo 1999. il giorno dell’inizio dei bombardamenti da parte delle forze NATO (operazione Allied Force)contro la Jugoslavia per porre fine alla repressione della minoranza albanese in Kosovo voluta dal presidente nazionalista serbo Slobodan Milosevic.Ero in seminario allora. Ricordo che quel giorno c’era stata la messa con il Vescovo. e ricordo che invece di mettermi in fila per baciargli l’anello, ero corso a guardare la televisione, per vedere i caccia partire da Aviano. Ricordo che con me c’erano Beppe e Gigi, tutti e due poi usciti dal seminario. Ricordo, prima e dopo quel giorno, le notti passate ad ascoltare Radio Popolare; prima per sentire delle barbarie perpetrate dai Serbi, dopo per conoscere l’orrore dei bombardamenti. Ricordo la bandiera della pace appesa alla finestra…era il 1999 allora, ben prima che sulla bandiera cominciassero le strumentalizzazioni politiche. ricordo che avevo 21 anni, la testa piena di citazioni e di begli ideali e la convinzione che ci potesse essere un mondo diverso, migliore. Ricordo quello che provavo e quello che volevo dire, e ricordo che non è molto diverso da quello che vorrei dire adesso su Gaza, forse solo con meno ingenuità, se decidessi di adattare, di riprendere in mano quello che avevo scritto allora. E non è detto che non lo faccia. Ricordo che accesi il computer e scrissi questa

Lettera al presidente americano, a quello serbo, al segretario generale della Nato e a chiunque possa essere interessato

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“Qui dove i bambini muoiono di paura” Intervista al parroco di Gaza (InchiostrOnline)

Personalmente mi ha colpito molto l’immagine della guerra come un libro

immagine: unisob.na.it

L’assedio militare israeliano a Gaza, dal 27 gennaio a oggi, ha causato oltre 700 vittime tra la popolazione palestinese e secondo una stima delle Nazioni Unite almeno 200 di queste sono bambini. Padre Manwel Musallam unico prete cattolico rimasto nella Striscia di Gaza e preside della scuola cristiana della Sacra Famiglia a Gaza City, racconta in prima persona il dramma di due suoi studenti morti a causa del conflitto e di come la popolazione civile vive sotto i continui bombardamenti.
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FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!

Condivido, sostengo e posto il seguente appello di Pax Christi girato da Daniela Mena e già postato su jordigalbiati

immagine: alternativenews.org

Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice”. P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 27 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.

A voi, capi politici e militari israeliani,
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Castelvolturno, la lettera di Roberto Saviano e l’abitudine all’omertà

Saviano alla triennale di Milano

un paio di estratti dalla lettera

“E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un  manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti.  Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com’è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l’amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, “così è sempre stato e sempre sarà così”?Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione?”

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2 agosto 1980, ore 10.25



Cippo commemorativo delle vittime della strage

immagine: wikipedia.it

* Tonino LaBelva, anni 50
* Danielino Sugaddozzu, anni 29
* Mariotto Minghilledda, anni 55
* Paolo Berosi, anni 32
* Antonella Ceci, anni 19
* Angela Marino, anni 23
* Leo Luca Marino, anni 24
* Domenica Marino, anni 26
* Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
* Vito Diomede Fresa, anni 62
* Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
* Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
* Carlo Mauri, anni 32
* Luca Mauri, anni 6
* Eckhardt Mader, anni 14
* Margret Rohrs In Mader, anni 39
* Kai Mader, anni 8
* Sonia Burri, anni 7
* Patrizia Messineo, anni 18
* Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
* Manuela Gallon, anni 11
* Natalia Agostini In Gallon, anni 40
* Marina Antonella Trolese, anni 16
* Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
* Roberto De Marchi, anni 21
* Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
* Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
* Vittorio Vaccaro, anni 24
* Velia Carli In Lauro, anni 50
* Salvatore Lauro, anni 57
* Paolo Zecchi, anni 23
* Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
* Catherine Helen Mitchell, anni 22
* John Andrew Kolpinski, anni 22
* Angela Fresu, anni 3
* Maria Fresu, anni 24
* Loredana Molina In Sacrati, anni 44
* Angelica Tarsi, anni 72
* Katia Bertasi, anni 34
* Mirella Fornasari, anni 36
* Euridia Bergianti, anni 49
* Nilla Natali, anni 25
* Franca Dall’olio, anni 20
* Rita Verde, anni 23
* Flavia Casadei, anni 18
* Giuseppe Patruno, anni 18
* Rossella Marceddu, anni 19
* Davide Caprioli, anni 20
* Vito Ales, anni 20
* Iwao Sekiguchi, anni 20
* Brigitte Drouhard, anni 21
* Roberto Procelli, anni 21
* Mauro Alganon, anni 22
* Maria Angela Marangon, anni 22
* Verdiana Bivona, anni 22
* Francesco Gomez Martinez, anni 23
* Mauro Di Vittorio, anni 24
* Sergio Secci, anni 24
* Roberto Gaiola, anni 25
* Angelo Priore, anni 26
* Onofrio Zappala’, anni 27
* Pio Carmine Remollino, anni 31
* Gaetano Roda, anni 31
* Antonino Di Paola, anni 32
* Mirco Castellaro, anni 33
* Nazzareno Basso, anni 33
* Vincenzo Petteni, anni 34
* Salvatore Seminara, anni 34
* Carla Gozzi, anni 36
* Umberto Lugli, anni 38
* Fausto Venturi, anni 38
* Argeo Bonora, anni 42
* Francesco Betti, anni 44
* Mario Sica, anni 44
* Pier Francesco Laurenti, anni 44
* Paolino Bianchi, anni 50
* Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
* Berta Ebner, anni 50
* Vincenzo Lanconelli, anni 51
* Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
* Romeo Ruozi, anni 54
* Amorveno Marzagalli, anni 54
* Antonio Francesco Lascala, anni 56
* Rosina Barbaro In Montani, anni 58
* Irene Breton In Boudouban, anni 61
* Pietro Galassi, anni 66
* Lidia Olla In Cardillo, anni 67
* Maria Idria Avati, anni 80
* Antonio Montanari, anni 86

Ingrid Betancourt libera

immagine: flickr.com

Era ed è un simbolo di opposizione ad un sistema basato sulla corruzione. E sono d’accordo con Mauro Biani nel dire che finalmente felici per la liberazione di Ingrid Betancourt, ci viene voglia di capire meglio la Colombia. E proprio sulla liberazione della Betancourt e sulla Colombia, c’è un post di Gennaro Carotenuto (di seguito ne riporto la prima parte) che vale più di 12 ore consecutive di telegiornali sull’argomento.
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Piazza Loggia

il luogo dello scoppio della bomba

Il luogo dello scoppio della bomba

immagini: wikimedia.org

  • Giulietta Banzi Bazoli
  • Clementina Calzari Trebeschi
  • Livia Bottardi Milani
  • Euplo Natali
  • Luigi Pinto
  • Bartolomeo Talenti
  • Alberto Trebeschi
  • Vittorio Zambarda

Ai vivi si deve del rispetto: ai morti non si deve altro che la verità. (Voltaire)

E a distanza di 34 anni, di verità ce n’è ancora bisogno.

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1 maggio: una scommessa e troppi…


le vecchie 50 lire

immagine: lemonete.com

Giornata dedicata alla festa dei lavoratori. Con particolare attenzione a quei lavoratori (troppi, praticamente 4 al giorno) che sul posto di lavoro ci lasciano le penne. O a quelli (sempre troppi) che sul lavorano rischiano gravi infortuni, in molti casi permanenti. e pensando anche a quelli (ancora troppi) che, in tutto il mondo, ma anche in Italia, vengono sfruttati, lavorando in condizioni inumane. Ricordando anche gli schiavi moderni (beh, troppi) che lavorano solo con contratti capestro (ex CoCoCo & Co), che non assicurano un futuro. E quelli (sì, troppi anche quelli) che sono fuori dal mondo del lavoro, o perché non riescono ad entrarci, o perché le delocalizzazioni, i piani di risanamento, le esternalizzazioni li lasciano a casa. Magari con una famiglia da portare avanti.

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No cluster bomb!

immagine: vineeta.org.

Oggi si celebra la Giornata internazionale sulla consapevolezza dei pericoli e sulle attività d’assistenza contro le mine, pnendo particolare attenzione alle cluster bomb, le bombe a grappolo, un’altra arma subdola come le mine, che resta “dormiente” anche dopo la fine del conflitto e il cui scopo è quello di uccidere, ma più ancora di ferire e mutilare. Alcune, come quelle della foto, sono anche colorate, belle da federe, fatte per attirare i bambini. E poi scoppiare nelle loro mani. Continua..