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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

Archivio per la tag 'morte'

Il dolore uccide la speranza: Paolo era morto in un canale (Bresciaoggi di domenica 7 febbraio)

Nei giorni scorsi molte persone hanno visitato il blog cercando informazioni su “Paolo Festa scomparso”, anche a seguito di una puntata di Chi l’ha visto in cui si segnalava la scomparsa di Paolo Joe Festa, un ragazzo di 22 anni di Lumezzane. Poi è arrivata la notizia: Paolo era stato trovato morto in un canalone.

Dal Bresciaoggi di domenica 07 Febbraio 2010,  pagina 22

Sono trascorsi giorni di ricerche, di apprensione e di voci infondate che si sono rincorse. Poi, ieri, l’epilogo; drammatico. Col ritrovamento del corpo senza vita di Paolo Joe Festa, il 22enne di Lumezzane affetto da problemi comportamentali che era scomparso il 29 gennaio dalla sua casa di via Martiri della Libertà, a San Sebastiano. Ieri mattina poco prima delle 10 l’hanno ritrovato, nudo e senza vita, nell’acqua gelida di un canale di scolo nei boschi di Gazzolo, in una zona nella quale si arriva percorrendo un ripido sentiero che parte dopo via Santello. Continua..

Giorgio Caproni, 20 anni e 4 giorni dopo

20 anni fa moriva Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti del ‘900. Un poeta spesso messo da parte dalle antologie e dalle raccolte. Un poeta che mi è piaciuto find a quando un caro amico me lo fece scoprire. Un poeta che ho sentito “mio” in molte occasioni (e forse con il “congedo del viaggiatore cerimonioso” più che con altre poesie). Un poeta che sapeva fare rime in “are”, semplici ma mai banali. Un poeta che amava il viaggio e la sua città, Genova. Un poeta che a Genova ha dedicato una vera e propria litania, quasi una preghiera. Quella ripresa da Paolini nel suo blues.

Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.
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Avvenire: Chi non vuol vedere e chi muore

L’editoriale di Avvenire di oggi. La legge del mare impone di aiutare chiunque si trovi in difficoltà. Poi, a terra, ci devono pensare le altre leggi.

porta d'europa lampedusa

la Porta d’Europa di Lampedusa
immagine: alternativagiovani.it

SULLE ROTTE DEI DISPERATI
CHI NON VUOLE VEDERE E CHI MUORE
MARINA CORRADI
Sono arrivati in cinque. Erano ische­­letriti, cotti dal sole che martella, in agosto, sul canale di Sicilia. Ma il bar­cone, era grande: ce ne stipano ottanta, i trafficanti in Libia, di migranti, su bar­che così. Affastellati uno sull’altro co­me bidoni, schiena a schiena, gli ultimi seduti sui bordi, i piedi che penzolano sull’acqua. E dunque quel barcone vuo­to, con cinque naufraghi appena, è sta­to il segno della tragedia. Laggiù a 12 miglia da Lampedusa, ai margini estre­mi dell’Europa, un relitto di fantasmi.
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“Fate volare palloncini verdi nel cielo di tutto il mondo” (da Repubblica del 26-6-2009)

Fatemeh Karimi è una studentessa iraniana che, come tanti altri, sta vivendo questi giorni di paura, rabbia ed emozioni. Giorno per giorno, riferisce quello che vede e sente, quello che vedono e sentono i suoi amici. Fatemeh aveva cominciato il suo racconto sul sito “AgendaComunicazione.it” che da tempo si occupa di comunicazione. La sua voce è stata accolta anche su Repubblica.it per ampliarne la portata.
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Anche Chiari ora è contro la pena di morte (pubblicato il 4 marzo)

mappa pena di morte

mappa pena di morte

la mappa della pena di morte nel mondo

da: Wikipedia

Chiari è diventata un comune che dice no alla pena di morte. È successo lunedì scorso, durante un consiglio comunale che ha visto, al suo interno un intenso e articolato dibattito sullo stato dei lavori (non ancora partiti, forse lunedì 9 marzo) del nuovo polo della cultura, dove sorgeva il vecchio cinema comunale, e sulla possibilità di esproprio, definitivo o temporaneo, di alcune aree confinanti. Ma, come ho già detto, oltre che di urbanistica e di progetti si è anche discusso se e come sposare la causa della moratoria internazionale contro al pensa di morte, prendendo una chiara posizione al riguardo. Continua..

è un mistero…e non può non essere buono

Signore,
la morte è un mistero che sgomenta e non può non essere buono
per il fatto che non lo capiamo.
Per non lasciarci travolgere
bisogna andare di là con chi va,
invece di fissare il vuoto
che è rimasto di qua
e che cerca d’inghiottirci.
In fondo, è pietà per noi,
più che per i nostri,
che sono nella pace eterna.
Ancoriamo il cuore alla preghiera.
Non cerchiamo di capire,
amiamo…
I morti vogliono questo da noi.

Primo Mazzolari

Lo sguardo mancante

immagine: estroversa.net

Sulla vicenda di Eluana Englaro, nell’ultimo periodo, si sono versati fiumi d’inchiostro. Chiunque ha voluto dire la sua, con dichiarazioni o proclami di vario genere. Preferisco, semplicemente, limitarmi a raccontare cosa è successo ad Eluana in questi 17 anni e condividere una riflessione di Marco Doldi, giornalista del SIR. Sulla vicenda molti hanno un’opinione chiara, e forse non saranno d’accordo con le parole di Doldi, o con le mie. io le trovo interessanti e, in un certo senso, “mie”, almeno quelle che ho rirpeso più sotto, , convinto che la vita non dipenda solo da quello che si fa, come ho avuto modo di capire durante la malattia di mio padre.

  • Il 18 gennaio 1992, Eluana Englaro, 19 anni, di Lecco, entra in coma in seguito ad un incidente stradale. Da allora vive in stato vegetativo permanente.
  • Nel 1999 Beppino Englaro, padre e tutore di Eluana, chiede di sospendere l’alimentazione artificiale, ma il Tribunale di Lecco esprime parere negativo.
  • Dopo la sentenza di Lecco, la Corte d’Appello di Milano dice no per altre sette volte alle richieste del padre.
  • La Cassazione, il 16 ottobre 2007 annulla la sentenza della Corte d’Appello del 16 dicembre 2006.
  • La Corte d’Appello il 9 luglio 2008 autorizza la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana.
  • Il 31 luglio 2008 la Procura generale decide il ricorso alla Cassazione e il 10 settembre richiede la sospensione del decreto della Corte d’Appello.
  • L’8 ottobre la Corte d’Appello boccia la la richiesta di sospendere la sentenza del 9 luglio scorso e la Consulta dichiara inammissibili i ricorsi di Camera e Senato con cui si chiedeva l’annullamento delle precedenti sentenze di Cassazione e d’Appello.
  • Il 13 novembre 2008 la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Milano contro il provvedimento del 9 luglio scorso, rendendo decisivo il ricorso della Corte d’Appello.

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Riflessione tardiva su due poeti

immagine: splinder.com

Era l’11 gennaio 1999 quando se ne andava Fabrizio De Andrè. E, a distanza di 10 anni, tantissime sono state le celebrazioni di De André, icona schiacciante di artista non compromesso che rifiuta i milioni di papà, dall’animo dolente e militante, che viene rapito e perdona i rapitori, che anche quando canta Rimini lo fa con tono un po’ lugubre e di compassione per le umane miserie. Il problema è che De André è il santo cantautore di un paese necrofilo che non vede l’ora che tu muoia per renderti commosso omaggio. Quando 10 anni fa è andato a dormire, dormire sulla collina, ci ha trovato metà dei personaggi della sua discografia, Continua..

Numeri e idee

Ancora un paio di “voci ” sulla situazione nella striscia di Gaza, adesso che è cominciata l’offensiva di terra.

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FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!

Condivido, sostengo e posto il seguente appello di Pax Christi girato da Daniela Mena e già postato su jordigalbiati

immagine: alternativenews.org

Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice”. P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 27 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.

A voi, capi politici e militari israeliani,
Continua..