Archivio per la tag 'poesia'
laico e confessionale
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immagine: religione20.net
Un paio di considerazioni sul mio lavoro, giusto perché non ne ho mai parlato davvero e si fa un sacco di confusione tra un paio di parole che sono “laico” e “credente”. Beh, io mi ritengo sia “laico” che “credente”, ma proviamo ad andare con ordine.
Faccio il maestro di religione. Il maestro di religione cattolica. Non ci si scappa, non è storia delle religioni, la dicitura specifica è Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). E io sono un Insegnante di Religione (IdR).
Nei giorni scorsi c’è stato ad Aosta un seminario in cui si è riflettuto sul significato del mio lavoro…sono emersi anche alcuni spunti interessanti:
Microeditoria, Cucchi e la verità sulla poesia (14-11)
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Jack Hirschman, poeta rivoluzionario, che ho conosciuto nel 2005
immagine: rassegnamicroeditoria.it
Sul rapporto tra poesia e politica mi piacerebbe tornare ancora, proprio con Cucchi. E magari anche con Hirschman…
La prima idea che emerge è quella che, troppo spesso, chi scrive non legge abbastanza. “Non leggo per non lasciarmi condizionare dallo stile degli altri” dicono alcuni, ma così si rischia semplicemente di fare sbrodolate autocelebrative, quando a volte sarebbe sufficiente provare a copiare gli altrui scritti almeno cominciare a copiare, e farlo bene. Queste altre sono considerazioni che Maurizio Cucchi, poeta e critico letterario, ha fatto venerdì scorso alla Rassegna della Microeditoria di Chiari, Leggi tutto..
Libri, torna la rassegna dedicata (anche) ai piccoli (7-11)
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La parentesi nel titolo l’ho aggiunta io…

con Luciano Lutring alla Rassegna della Microeditoria 2006
foto: Impronta
Tre giorni di dibattiti, presentazioni di libri, musica e cultura. Questa è la Rassegna della Microeditoria italiana, giunta alla quinta edizione, che si terrà a Chiari, nella cornice di Villa Mazzotti, il 9, 10 e 11 novembre. Promossa dall’Associazione culturale l’Impronta, con il patrocinio di Comune, provincia e regione, la Rassegna vede quest’anno anche la collaborazione con l’Ufficio a Milano del Parlamento Europeo. Leggi tutto..
qualcosa di concreto…
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immagine:cg2000.it
Don Piero è un caro amico. Sopo essere rimasto a chiari per molti anni ed essersi impegnato per dare una “casa” ai giovani e uno spazio per sognare. è andato in Mozambico. Anche Beppe è un amico, e dopo aver aiutato don Piero a Chiari ha deciso di seguirlo in missione, ora che le sue due (bellissime) figlie hanno “lasciato il nido” e messo su famiglia.
Ora è Beppe che scrive. questo è uno stralcio di una lettera che ha inviato il 2 novembre alla Fraternità di Ospitaletto.
Ci sono un paio di proposte interessanti, per aiutare la missione. Abbiamo, in questa missione:
1). una parrocchia con tutte le sue attività catechetico-pastorali.
2). un centro di formazione professionale:
- corso di cucito e ricamo
- corso base di computer ( con otto computer )
- corso di falegnameria con annessa una piccola falegnameria
3). una grande campagna che non produce purtroppo.
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Licenza Poetica V edizione
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immagine: GAM
Nove anni fa, dall’attenzione ai giovani di don Pietro e dalla creatività di un gruppo di giovani del Centro Giovanile 2000, nasceva Licenza Poetica, un concorso letterario a tema libero per adolescenti e giovani. Negli anni questa iniziativa è stata un’occasione per molti ragazzi di esprimersi, raccontarsi, affrontare sogni e paure provando a trasferirli su un foglio bianco. Negli anni è stata un’occasione per dimostrare che esiste qualcosa di bello nel mondo giovanile, qualcosa che sa “volare alto”, con idee e parole, qualcosa che non ci può lasciar incasellare il loro mondo solo sotto la definizione di “disagio”.
Dal 2006 al Centro Giovanile 2000 si è affiancata l’associazione culturale L’Impronta, con l’iniziativa della Rassegna della Microeditoria Italiana, cornice perfetta per la premiazione del concorso, nell’intento di dare nuovo slancio a Licenza Poetica.
L’edizione 2006 ha visto una buona partecipazione da parte di giovani e adolescenti, con alcuni lavori decisamente interessanti, che sono stati raccolti in una pubblicazione. ma ora è tempo per l’edizione 2007.
Ecco il regolamento:
Il teatro, il mondo e le tre sirene strampalate
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immagine: Freaky Mermaids
Dopo aver (così sembra) risolto i miei problemi infomatici (altri ne restano, ma sono di diverso tipo) e prima di riprendere a discutere di temi più o meno seri, riporto un vecchio pezzo de ilBrescia (anche perché i due nuovi, fino ad ora, non sono stati niente di speciale…forse il secondo un po’ meglio; la nota positiva è che ho scoperto che il mio spazio è di 1500 battute e non di 1600). A questo pezzo tengo particolarmente per alcuni motivi: l’amicizia con le Freaky Mermaids (soprattutto con Ombretta), la bella serata passata insieme (con conclusione in pizzeria) e il fatto che proprio con questo pezzo su ilBrescia, invece di segnalarmi come insegnante di religione, mi misero un altro “titolo”, per un simpatico (col senno di poi) errore. Guardare per credere.
Alla fine dell’anno scolastico sbocciano le rappresentazioni teatrali. Così, se Castrezzato ha già dato con i bambini di Terezin, gli alunni delle quinte di Castelcovati rivisiteranno i cinque anni trascorsi a scuola nella loro rappresentazione. Ma in questo periodo si trovano espressioni artistiche un po’ dappertutto. E, tra una strega russa che racconta favole africane e un dito che indica la luna (anche se lo stolto continua a guardare il dito), mi sono imbattuto in tre sirene strampalate (“Freaky Mermaids”, appunto), che poi non sono altro che Ombretta, che conosco da una vita, e le sue amiche Angela e Laura. Leggi tutto..
Dammi tre parole
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foto: Pf
Tempo fa, era ancora il novembre del 2006, avevo aperto una piccola discussione invitando a trovare tre parole “da salvare” per il nuovo millennio (quello iniziato dal 2000). Visto che era ed è una discussione che mi interessava (e mi interessa) molto, l’ho ripresa e ne ho fatto una pagina dal titolo, appunto “tre parole da salvare“, lì in altro a destra, accanto al titolo, sotto “chi sono” e “perché paolofesta.net?”. Ho riportato anche i vecchi commenti, di chi aveva deciso di condividere le proprie tre parole. Perché non aggiungerne altre?
Vai a “tre parole da salvare“
Solo un passo di danza
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foto: grott.net
Una cosina del 2002…ma stanotte va bene così
“Una volta eri mia”
no, non lo sei stata mai
ma sento il bisogno
di stringerti forte
di spendere attimi
di crederti vera
vicina, reale
ancora una volta
fino alla fine
nella speranza
che vedo crollare
sciogliersi piano
ad ogni giorno che cade
di poterti incontrare
stavolta davvero
poterti abbracciare
amarti più forte
e in un giorno pensarti
nel velato rimpianto
di un istante passato
sospirando nell’ombra
“una volta eri mia”.
Dammi tre parole
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foto: Pf
…meglio se non sono sole, cuore, amore…
Stimolato da una breve pubblicazione di Luigi Prestinenza Puglisi, che potete trovare qui, e che invita a trovare tre parole per il millennio da poco iniziato. Tre parole per il futuro. Al di là delle riflessioni (interessantissime) che accompagnano la scelta dei tre termini, che sono No logo, multiculturalismo ed ecologia, in molti hanno poi lanciato il gioco delle “tre parole da salvare”, tre parole che, perché piacciono o sono importanti, andrebbero conservate, per il futuro. Tre parole che possono dire qualcosa. e scrittori e intellettuali hanno iniziato a sciorinare le proprie. vorrei chiedere anche ai 5 frequentatori di questo Blog quali possono essere le parole per il futuro, le tre parole che ognuno di noi vorrebbe “salvare”.
Le mie? mmm… cammino, danzante, grazie.
Ancora sulla Rassegna
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foto: Pf
Io e la Merini a Milano nell’ottobre 2004, per una conferenza stampa…che donna
Tanti altri potrebbero essere i flash sulla Rassegna…riporto solo quello relativi a Licenza Poetica…68 partecipanti, 163 lavori e un vincitore che mi ha ricordato Alex di Arancia Meccanica, versione Kubrick…spero si limiti a scrivere e non arrivi a tanto. e poi ci sarebbe da parlare di Simona Cremonini e del suo corso di scrittura, dei Musulmani italiani e del loro essere meravigliosamente debordanti, della mattinata con vino e musica, dei ragazzi delle scuole (no, qualcosa ho già detto di loro)…e di tutta la stanchezza che alla fine mi è rimasta. Stanco, ma felice.
