Archivio per la tag 'raccontando'
6-8….9-8
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foto: wikimedia.org
«Riposate in pace, perché questo sbaglio non sarà ripetuto»
(dal cenotafio del parco della pace di Hiroshima)
Se verrà la guerra, Marcondiro’ndero
se verrà la guerra, Marcondiro’ndà
sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera
sul mare e sulla terra chi ci salverà?Ci salverà il soldato che non la vorrà
ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.
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Gli uomini passano, la musica resta
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foto: ecodibergamo.it
Di lui avevo due ricordi: un cd e l’immagine, famosissima, del concerto improvvisato davanti al Muro di Berlino mentre lo stavano abbattendo. Poco altro, se non l’aver letto un paio di cose sul suo essere controcorrente, sul non appartenere a quel novero di artisti che credono di poter camminare a mezzo metro da terra (anche se, per come suonava il violoncello, poteva permetterselo). Così, quando una volta sua moglie, la cantante Galina Vichnevskaya, dichiarò che: “Per me la musica è la vita stessa, non avrei potuto vivere senza, non riesco nemmeno ad immaginare una simile possibilità, senza la musica credo che sarei morta”, lui le rispose: “Saresti vissuta lo stesso e avresti lavorato come tutti”. Leggi tutto..
Claudio
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Conoscevo Claudio da sempre. Almeno da quando avevamo 4 anni. Avevamo frequentato insieme l’asilo, le elementari e le medie. Abitavamo anche vicini, se qualcuno poteva dirsi vicino a me. Perlomeno nella stessa via. Di lui ricordo il sorriso, sebbene la vita non fosse stata facile per lui. Da vent’anni era in dialisi, per colpa di una caduta fatta da bambino. Una situazione che aveva limitato molto la sua voglia di fare, ma non la sua voglia di vivere, di sorridere. Quando era in seconda media c’era stata l’illusione di un trapianto. rigettato dopo una settimana. Eppure Claudio non aveva smesso di sorridere. Poi, quando ci si mette, la vita sa essere terribilmente complicata. Così a Claudio è successo anche di prendere strade sbagliate, di “perdersi”, di fare fatica. Ma non per questo ha smesso di sorridere. e ha sempre avuto la forza di continuare. Leggi tutto..
AMATEVI COME IO VI HO AMATO: sparse riflessioni sull’essere solidali prese a caso dal Nuovo Testamento
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Prima di riprendere in maniera organica gli spunti lanciati da Andrea e Manuel, prima di preparare il pezzo per “il Brescia” di domani, recupero una riflessione pubblicata sul Gabbiano nel 2004
“Strinse i mortali in social catena”: così Leopardi, nel suo testamento spirituale, la Ginestra, parla della solidarietà umana di fronte alla durezza della natura. Non che io condivida appieno l’opinione del poeta; quello che volevo fare era solo invertire una prassi in uso al tempo presso i letterati: aprire cioè i propri scritti utilizzando una citazione biblica. Visto che ho intenzione di parlare di alcuni riferimenti biblici, ho provato ad iniziare con una citazione letteraria. Solidarietà, appunto, questo il tema di questo numero del Gabbiano e questo il tema di questo mio intervento. Alla fine, alla base del servizio agli altri, del dare qualcosa di sé per gli altri, possiamo ritrovare un brano che recentemente abbiamo affrontato nella liturgia: quello della lavanda dei piedi, in cui Gesù “dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1.). Leggi tutto..
L’Abbè Pierre, l’insetto che infastidiva il leone (24/1)
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foto: sovo.com
Resta ancora aperta la discussione sul caffè letterario, ma riporto anche l’Aria di Festa di oggi, forse più simile a una frase mandatami per mail da un’amica
Quando i bianchi vennero in Africa, noi avevamo la terra e loro la Bibbia.
Loro ci insegnarono a pregare con gli occhi chiusi:
quando li aprimmo i bianchi avevano la terra e noi la Bibbia.Jomo Keniatta
Ecco il pezzo:
«La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace». Questa è una delle frasi più celebri dell’Abbè Pierre, scomparso pochi giorni fa. Frase che non è stata solo uno slogan buttato lì per avere una risonanza mediatica, come invece hanno avuto le sie dichiarazioni sul celibato dei sacerdoti. L’Abbè Pierre ha sempre cercato, con la propria vita, di opporsi alla povertà, alla miseria, al dominio dei potenti sui più deboli. Leggi tutto..
Dammi tre parole
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foto: Pf
…meglio se non sono sole, cuore, amore…
Stimolato da una breve pubblicazione di Luigi Prestinenza Puglisi, che potete trovare qui, e che invita a trovare tre parole per il millennio da poco iniziato. Tre parole per il futuro. Al di là delle riflessioni (interessantissime) che accompagnano la scelta dei tre termini, che sono No logo, multiculturalismo ed ecologia, in molti hanno poi lanciato il gioco delle “tre parole da salvare”, tre parole che, perché piacciono o sono importanti, andrebbero conservate, per il futuro. Tre parole che possono dire qualcosa. e scrittori e intellettuali hanno iniziato a sciorinare le proprie. vorrei chiedere anche ai 5 frequentatori di questo Blog quali possono essere le parole per il futuro, le tre parole che ognuno di noi vorrebbe “salvare”.
Le mie? mmm… cammino, danzante, grazie.
Halloween
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Potrei tirare fuori il caro vecchio Mr. Van Pelt (Linus, per gli amici) con la sua fissa per il Grande Cocomero, questa entità (Grande Zucca nell’originale) che sceglie il campo di cocomeri (o zucche) più sincero e vola per l’aere portando balocchi. Ci sono strisce bellissime con Linus e Snoopy in attesa nel campo, o con Lucy, la sorellina di Linus, che si trova a dover chiedere i dolcetti porta a porta anche per suo fratello, in ben altre faccende affaccendato. Magari ne parlerà più avanti, come ritirerò fuori la mia passione per le streghe…adesso invece preferisco partecipare all’iniziativa “La melanzana di Halloween” di Quiff.
Profumo…
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foto: indiewire.com
…alla fine sono andato anche io a vedere “Profumo - storia di un assassinio”. Era u film che aspettavo da tempo (come l’amico a latere, come quello olfattivo, offrendo suggestioni particolarissime (e difficilmente ricreabili in una pellicola cinematografica), anche se non perfetto, come nella parte della montagna. A parte queste considerazioni, in molti avevano espresso perplessità sull’idea di farne un film (”se ha rinunciato perfino Kubrick”). A me è piaciuto. Ma forse perché anni fa avevo letto il libro, lasciandomi conquistare dal racconto. Cerco di spiegarmi meglio: Leggi tutto..
La tana della strega
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C’è sempre di mezzo un paio di occhi azzurri. Magari stavolta anche più d’uno, da quelli di Fafa a quelli di Ceci. Ma comunque c’è anche quell’altro paio ( un po’ demoni e meraviglie, venti e maree, due piccole onde per annegarmi), accompagnato da sorriso e lunghi capelli.in un luogo diverso. sempre giovane. sempre creativo. stavolta non c’erano saggi a indicare la luna e stolti a guardare il dito. No. Stavolta c’era una strega russa (Baba Jaga), a rappresentare la creatività. e tante altre streghe, giovani, belle interessanti, a suonare a piedi nudi, a parlare di Africa o a raccontare storie, a danzare per strada o a fermare i passanti. Leggi tutto..
ancoraundicisettembre
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Anche se è il 12, torno ancora sulla questione 11 settembre. Più che altro perché ci sono stati altri 11 settembre nella nostra storia. Ricordavo quello del ‘73, con l’attacco al palazzo presidenziale in Cile, l’uccisione di Allende e l’instaurazione del regime di Pinochet. C’erano gli Usa dietro. Ma l’11 è anche la data di una storica battaglia combattuta da William Wallace e dagli Scozzesi contro gli Inglesi (perla gioia do un mio amico leghista…). È anche la data della sconfitta dei turchi che marciavano sull’Europa (e qualcun altro direbbe che adesso ci stanno riuscendo). Ma è., per tutti, ancora occasione di ricordo. Non solo per non dimenticare, ma anche per imparare.
Alcuni 11 settembre (da Wikipedia): Leggi tutto..


