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“Era una notte buia e tempestosa” …e ci siamo ancora dentro

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Messori, don Luca e il mistero della fede (pubblicato il 17-6)

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Foto di Rosanna Agostini

Mi è successo, recentemente, di intervistare Vittorio Messori, il celebre giornalista e scrittore cattolico, autore di quella “Ipotesi su Gesù” che in Italia ha venduto meno solo de “Il nome della rosa”e di “don Camillo”. Vero è che l’intervista si è svolta in un contesto alquanto inusuale (il centro commerciale “Le acciaierie” di Cortenuova, in provincia di Bergamo), ma non per questo la chiacchierata è stata meno interessante del previsto. In particolare Messori ha raccontato di come la sua vita sia cambiata e di come abbia capito che non si può essere cristiani senza far parte della Chiesa. Continua..

25 marzo 1999

immagine: wikimedia.org

Era il 24 marzo 1999. il giorno dell’inizio dei bombardamenti da parte delle forze NATO (operazione Allied Force)contro la Jugoslavia per porre fine alla repressione della minoranza albanese in Kosovo voluta dal presidente nazionalista serbo Slobodan Milosevic.Ero in seminario allora. Ricordo che quel giorno c’era stata la messa con il Vescovo. e ricordo che invece di mettermi in fila per baciargli l’anello, ero corso a guardare la televisione, per vedere i caccia partire da Aviano. Ricordo che con me c’erano Beppe e Gigi, tutti e due poi usciti dal seminario. Ricordo, prima e dopo quel giorno, le notti passate ad ascoltare Radio Popolare; prima per sentire delle barbarie perpetrate dai Serbi, dopo per conoscere l’orrore dei bombardamenti. Ricordo la bandiera della pace appesa alla finestra…era il 1999 allora, ben prima che sulla bandiera cominciassero le strumentalizzazioni politiche. ricordo che avevo 21 anni, la testa piena di citazioni e di begli ideali e la convinzione che ci potesse essere un mondo diverso, migliore. Ricordo quello che provavo e quello che volevo dire, e ricordo che non è molto diverso da quello che vorrei dire adesso su Gaza, forse solo con meno ingenuità, se decidessi di adattare, di riprendere in mano quello che avevo scritto allora. E non è detto che non lo faccia. Ricordo che accesi il computer e scrissi questa

Lettera al presidente americano, a quello serbo, al segretario generale della Nato e a chiunque possa essere interessato

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Uno di quei giorni

immagine: pf

Uno di quei giorni in cui ti svegli un’ora prima del previsto e ti svegli con il sorriso, pensando, chissà perché, al Mirmidone di Benni. Uno di quei giorni dove poi ti capitano quelle piccole sfighe che il sorriso potrebbero fartelo passare, come quando ti si spezza in due una lente a contatto che stavi per metterti nell’occhio e ti tocca andare a cercare gli occhiali. Pensando che la lente è da far rifare. Pazienza. Uno di quei giorni dove poi vai a vedere i tuoi alunni che fanno la Prima Comunione, con la banda e tutto il resto. E, già che ci sei, ti fermi anche a messa, pensando che poi potresti andare a prendere un aperitivo con i colleghi. Che invece, o non ci sono, o scappano via. E un aperitivo da solo è una delle cose più tristi che ci siano. Continua..

laico e confessionale

immagine: religione20.net

Un paio di considerazioni sul mio lavoro, giusto perché non ne ho mai parlato davvero e si fa un sacco di confusione tra un paio di parole che sono “laico” e “credente”. Beh, io mi ritengo sia “laico” che “credente”, ma proviamo ad andare con ordine.
Faccio il maestro di religione. Il maestro di religione cattolica. Non ci si scappa, non è storia delle religioni, la dicitura specifica è Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). E io sono un Insegnante di Religione (IdR).
Nei giorni scorsi c’è stato ad Aosta un seminario in cui si è riflettuto sul significato del mio lavoro…sono emersi anche alcuni spunti interessanti:

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4 novembre

immagine: angelidelfango.it

Oggi è la festa dell’unità nazionale, la giornata della celebrazione della vittoria nella prima guerra mondiale e la giornata delle Forze Armate.
E’ anche il giorno in cui è nato Platinette ed è stato ucciso Yitzhak Rabin.
E’, ancora, il giorno in cui le truppe sovietiche invasero l’Ungheria (1956), la piena dell’Arno raggiunse Firenze (1966) e Reagan sconfisse Carter diventando per la prima volta presidente americano (1980).
Ed è la festa di san Carlo Borromeo.
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Natura naturans e natura s-naturata


foto: istitutoveneto.it

Due chiarimenti: non ho mai amato i concertoni “per” qualcosa…un po’ perché in effetti spesso “bruciano” più risorse (economiche o di altro genere) dei benefici che danno, un po’ perché mi chiedo quanto in effetti servano da pungolo alle coscienze una volta spenti riflettori e microfoni.

In secondo luogo: non sono uno che ama seguire le teorie disfattiste. Solo non credo bastino due giorni di pioggia non tanto per rimettere fiumi e laghi la loro livello, ma per invertire il fenomeno del ritiro dei ghiacciai (che poi credo sia la differenza tra chi guarda appena al di là del proprio naso e chi guarda un po’ più lontano..magari non riuscendo a capire tutto, ma almeno si sforza).Ecco che allora faccio una cosa strana per me: prendo e copio tre interventi sullo stesso argomento….tre interventi che mi hanno lasciato qualche perplessità Continua..

…per l’anno nuovo

31.12.05

Prima di rubare a Gianni Rodari (che, per inciso, è stato in seminario, poi ha fatto il maestro e il giornalista…ed era pure comunista) metà delle aspettative per l’anno nuovo, provo a stenderne l’altra metà, sforzandomi di essere meno banale del solito,,,
ci sono sogni impossibili, ci sono quelli possibili e quelli probabili..mescolando le tre categorie, allora, per il 2006 sogno:

che di possa dimenticare il significato della parola “guerra”

che i bambnini non debbano più piangere per la fame o la povertà

che non si stia a cacciare chi è diverso, ma lo si accolga, cercando di vedere la ricchezza di cui è portatore

…nonostante i buoni propositi, questi restano sogni impossibili…sogno allora che siano in tanti a sognare con me, per provare a cambiare, se non il mondo, almeno noi stessi Continua..