Il teatro, il mondo e le tre sirene strampalate

immagine: Freaky Mermaids

Dopo aver (così sembra) risolto i miei problemi infomatici (altri ne restano, ma sono di diverso tipo) e prima di riprendere a discutere di temi più o meno seri, riporto un vecchio pezzo de ilBrescia (anche perché i due nuovi, fino ad ora, non sono stati niente di speciale…forse il secondo un po’ meglio; la nota positiva è che ho scoperto che il mio spazio è di 1500 battute e non di 1600). A questo pezzo tengo particolarmente per alcuni motivi: l’amicizia con le Freaky Mermaids (soprattutto con Ombretta), la bella serata passata insieme (con conclusione in pizzeria) e il fatto che proprio con questo pezzo su ilBrescia, invece di segnalarmi come insegnante di religione, mi misero un altro “titolo”, per un simpatico (col senno di poi) errore. Guardare per credere.

Alla fine dell’anno scolastico sbocciano le rappresentazioni teatrali. Così, se Castrezzato ha già dato con i bambini di Terezin, gli alunni delle quinte di Castelcovati rivisiteranno i cinque anni trascorsi a scuola nella loro rappresentazione. Ma in questo periodo si trovano espressioni artistiche un po’ dappertutto. E, tra una strega russa che racconta favole africane e un dito che indica la luna (anche se lo stolto continua a guardare il dito), mi sono imbattuto in tre sirene strampalate (“Freaky Mermaids”, appunto), che poi non sono altro che Ombretta, che conosco da una vita, e le sue amiche Angela e Laura. ( Continua … )

Bisogno di fantasia

category Il gusto di raccontare Pf 5 agosto 2007


foto: Pf

Vengo da una serata estremamente piacevole. Il pretesto era quello di vedere un’amica partecipare ad un piccolo spettacolo per bambini, in cui si metteva in scena un riadattamento di Pinocchio. Tre attori, tra continui rimescolamenti di ruoli e sprazzi di giocoleria, hanno preso in mano il racconto di Collodi e ne hanno fatto sì una rappresentazione rivolta ai più piccoli (con tanto di palloncini-spade regalati ai ragazzi presenti per ricreare il clima del Paese dei Balocchi), ma adatta anche ai più grandi, sia nella conclusione quasi filosofica (Pinocchio morto a quello che era, ma simbolo di una nuova vita), sia nel messaggio che i risultati si ottengono solo con l’impegno e l’ottemperanza ai propri doveri, non facendo i furbi, non cercando di imbrogliare gli altri…e non mostrandosi irriconoscenti con chi fa o ha fatto tanto per noi. ( Continua … )

Perché paolofesta.net?

Polonia

foto: Pf

Perché alla soglia dei trent’anni mi sembra giusto prendermi qualche responsabilità in più.

Perché se in qualcosa ci credo è doveroso che ci metta la faccia e anche quel briciolo (giusto un briciolo) di credibilità che posso avere.

Perché c’è gente a cui interessa quello che scrivo, e voglio continuare a condividere con loro idee, opinioni e suggestioni.

Perché c’è gente a cui proprio non interessa quello che scrivo, o a cui dà fastidio…voglio continuare a scrivere anche per loro.

Perché ho avuto modo di entrare in contatto con persone estremamente interessanti e stimolanti dal punto di vista umano e culturale.

Perché queste persone non sono solo nick di qualche altro blogger, ma sono anche volti, voci, storie che ho incontrato realmente o che presto incontrerò.

Perché scrivere mi aiuta a mettere in ordine idee che, per loro natura, sono meravigliosamente incasinate.

Perché forse, ancora più che incasinate, le idee sono “apparizioni provvisorie di infinito”, anche se c’è chi si ostina a usarle come armi.

Perché non butto via niente di quello che sono e che sono stato…in fondo quello che sono dipende anche da tutte le scelte, sbagliate o no, che ho fatto o che non ho fatto.

Perché amo il mio lavoro, amo confrontarmi con gli altri e capire che devo crescere ancora, amo ascoltare e qualche volta raccontare.

Perché, come diceva Wittgenstein: “Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”

…forse!

Il grande popolo delle vacanze intelligenti (11-4)

category Aria di festa Pf 13 aprile 2007


foto: Pf

Avrei preferito un titolo tipo “il blues delle vacanze intelligenti”, vista la citazione per Jannacci e Prevert…i titoli non li scelgo io, ma anche questo non è male

Le vacanze pasquali sono finite praticamente per tutti (hanno una piccola coda giusto per insegnanti e studenti, che comunque domani torneranno alla quotidianità); tra non molto il calendario ci regalerà qualche altro giorno di festa: il 25 aprile e, soprattutto, il ponte del primo maggio. Su ponti gitarelle varie di sicuro tornerò più avanti, ma già adesso vorrei focalizzare l’attenzione su l giorno di Pasquetta e l’immancabile gita “fuori porta”. Forse perché, in osservanza all’antico adagio “Natale con i tuoi, Pasqua…anche”, si prende l’occasione del Lunedì dell’angelo, tempo permettendo, per staccare un po’ ed andare via. ( Continua … )

Voglia d’Africa (pubblicato il 9-8)

category Aria di festa Pf 11 settembre 2006


foto: Pf

Cecilia ha 18 anni, appena compiuti, grandi occhi e una gran voglia di sorridere e guardare al mondo. Cecilia ha 18 anni, appena compiuti, e sta ancora pensando confusamente a cosa farà da grande. Cecilia ha 18 anni, appena compiuti, e adesso è in Africa, in Burundi. È già qualche anno che gruppi di giovani della mia e di altre parrocchie ( ma accade anche in molte altre) decidono di dedicare le proprie vacanze a fare qualcosa di diverso, a portare piccoli gesti di speranza a chi ne ha più bisogno, siano essi in Argentina, in Brasile, nella Repubblica Democratica del Congo o in Burundi. È u modo diverso di vivere l’estate e , forse, di cercare di capire quali sono le cose importanti, per qualcuno può essere un po’ “estremo”, per altri inutile, visto che tanto non si cambia la condizione di chi vive in quei Paesi, ma ci si mette a posto solo la coscienza. ( Continua … )

Guardare sempre a sinistra (pubblicato l’11-7)

category Aria di festa Pf 17 agosto 2006


foto: Pf

Quarta…. terza… seconda… .allora, da sinistra non arriva nessuno… .ok, posso partire. Aspetta, quella macchina così veloce non l’avevo vista…. mi fermo… prima.. .parto… seconda… terza…quarta…ops, un’altra rotonda…terza… seconda… e via dicendo. Credo sia capitato a molti di vivere una situazione simile, soprattuto ora che le amministrazioni comunali stanno eliminando i semafori per sostituirli con le rotatorie, quelle che chiamiamo “rotonde”. Fin qui niente di male, visto che poche cose sono snervanti come l’andatura a singhiozzo che i semafori impongono. Ma troppo spesso le rotonde, nate per snellire il traffico, diventano un modo per appesantirlo ulteriormente. Tutto un campionario di monumenti per riempire il vuoto in mezzo alla rotatoria (che faccia così paura?), arrivando a metterci monumenti, selve dantesche e, perfino, un trattore. ( Continua … )

festa di nozze (pubblicato il 6-6)

category Aria di festa Pf 16 agosto 2006


foto:theweddingproject.net

Sabato scorso sono andato ad un matrimonio. Fin qui niente di strano, ogni tanto capita a tutti. Prima siamo passati da casa dello sposo, poi in chiesa e, infine, al ristorante. O meglio, al banchetto allestito nel cortile di un grosso cascinale, ma tanto fa. Come al solito invitati elegantissimi, chiesa con moltissimi fiori (forse troppi), cibo a volontà per un banchetto lunghissimo (il festival dei superlativi…). In più c’erano anche un’orchestrina di liscio ad accompagnare la serata e, a mezzanotte, i fuochi d’artificio. Nel complesso, un matrimonio come gli altri, forse un po’ più curato in alcuni aspetti. Già, perché ormai esiste una vera e propria ritualità della celebrazione. ( Continua … )

Forte, menta forte

foto: verdecane.com

Abbiamo tutti una mania, un piccolo gesto scaramantico, stupido, davvero idiota, e magari non serve a niente, anzi, in alcuni casi porta solo sfiga… eppure non ci rinunciamo, non ci rinunceremmo mai… anche perché, in fondo, rinunciarci sarebbe come ammettere una nostra mancanza, un qualcosa che incrina l’apparenza di perfezione che penosamente ci costruiamo ogni giorno. Ci sono quelli che hanno una passione particolare, un vizio, e si lasciano consumare, piano piano, ma inesorabilmente, da questa piccola debolezza. Io ne ho vista di gente, anche amici miei, persone a cui ero più o meno legato, diventare matta cercando di fare più soldi che riuscivano e poi ridursi a vivere da barboni, perdere la salute e la faccia correndo dietro a gonne troppo corte o a gambe troppo lunghe, fumarsi il cervello insieme a non so cosa altro per provare a volare via da questa merda (anche se qualcuno guarda le stelle…). Poi c’era lui. ( Continua … )